Il provvedimento di ieri è il secondo in un anno Ai militari non basta l’intesa Sun-Comune sui controlli

Casale, la Navy sposta 21 famiglie

Nuovo intervento della marina Usa: l’acqua è inquinata, misura precauzionale
14 agosto 2009 - Tina Cioffo
Fonte: Il Mattino Caserta

Ventuno famiglie americane lasceranno Casal di Principe. L'ordine, arrivato ieri dal Comando della U.S Navy segue di poco meno di un anno l'abbandono delle case casalesi di altre 17 famiglie di marines. La ragione è sempre la stessa: l'acqua è inquinata. In autunno durante una prima fase dello studio denominato «1500-foot Step-Out investigation area», condotto dal «Naples Public Health Evaluation» (PHE) a tutela del personale militare e civile di stanza presso la base di Napoli, fu trovata la tetracloroetilene o PCE. Una sostanza chimica prodotta dall'uomo, ampiamente utilizzata per il lavaggio a secco e per lo sgrassamento dei metalli, che risultò presente sia in campioni di acqua del rubinetto che in campioni di gas del sottosuolo. L'allarme fu generale e il sindaco del paese, Cipriano Cristiano richiese l'intervento dell'Unità operativa di prevenzione collettiva dell'Asl Ce2. Gli accertamenti a campione furono fatti proprio nelle aree incrinante di via Vaticale, di corso Dante, piazza Villa e corso Umberto I. Dai risultati venne fuori che gli americani avevano eseguito le analisi sull'acqua dei pozzi che a Casal di Principe sono abusivi. I primi trasferimenti, dal casalese verso Gricignano, ci furono a novembre. Pochi giorni prima di Natale, in un incontro alla base Nato di Bagnoli tra Cristiano e l'ammiraglio Mark Fitzgerald, si decise di prevedere il ritorno del personale statunitense per il mese aprile. L'intesa parlava di nuovi contratti di locazione con nuove e più vincolanti clausole. A maggio, un nuovo allarme e nuovi «rilievi approfonditi» eseguiti dall'Arpac. I dati notificavano l'acqua casalese come potabile. Il ritorno dei marines sarebbe dovuto essere a settembre. A luglio, nella speranza di non assistere ad una sorta di diaspora americana, Cristiano ha firmato una convenzione con il dipartimento di scienze ambientali della facoltà di Medicina e chirurgia generale della SUN di Napoli. Lo studio coinvolgerà 20 ricercatori e saranno fatti almeno sei prelievi al mese per non meno di cinque mesi, esaminate le condotte, la morfologia dei terreni, individuata la fonte da cui proviene l'acqua usata a Casal di Principe e verificati tutti i fattori che potrebbero creare pericolo per la salute dei cittadini. Una garanzia di interessamento che agli americani non è bastata. L'indagine è andata avanti e al momento i risultati dicono tutt'altra cosa rispetto all'Asl e all'Arpac. «Sebbene - fanno sapere dal Comando militare - non siano stati identificati rischi acuti associati a tali concentrazioni di PCE, la U.S. Navy ha adottato tale misura in linea con l'approccio conservativo e proattivo intrapreso sin dall'inizio del PHE». Le famiglie, la cui partenza è prevista nei prossimi sei mesi per la conclusione del mandato, potranno scegliere se restare nelle stesse abitazioni o trasferirsi altrove.

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