Sos dai territori devastati «Risanamento, fate in fretta»

Coldiretti: economia in ginocchio. Nappi: pronti 800 milioni
15 luglio 2009 - Enrica Procaccini
Fonte: Il Mattino

Un piano triennale, 800 milioni di euro a disposizione e la richiesta per la militarizzazione dei siti più inquinati. La Regione sceglie il convegno della Coldiretti, ieri all’hotel Vesuvio, per illustrare il piano d’azione per la bonifica del territorio. Dall’associazione di categoria, in questi anni, sono giunte sollecitazioni per recuperare il ritardo del risanamento ambientale e socio-economico della regione. Una raccolta di centomila firme per spingere l’azione delle istituzioni e un dossier-verità, elaborato dall’Osservatorio campano per il territorio e l’ambiente (coordinato dalla stessa Coldiretti), consegnato ieri a Walter Ganapini e Gianfranco Nappi, assessori all’Ambiente e all’Agricoltura di Palazzo Santa Lucia. «La bonifica è la precondizione perché il sistema agro-alimentare possa rialzare la testa», dice il direttore di Coldiretti Vito Amendolara. «Conduciamo questa battaglia nell’interesse non delle sole aziende, ma della cittadinanza di questa regione. Le istituzioni hanno il dovere di consegnare un territorio vivibile alle generazioni future». Pronta la risposta della Regione. «Dopo i rifiuti - dice Ganapini - stiamo lavorando sodo sulla questione dei depuratori e delle bonifiche: dal primo settembre cominceremo con la bonifica di Calabricito, una località del Comune di Acerra. Prioritario sarà l’intervento sugli arenili vesuviani. Siamo già in contatto con il governo per valutare l’ipotesi di militarizzazione di alcuni pezzi del territorio, quelli più inquinati». L’area interessata è nel casertano. Ventidue chilometri quadrati dell’area domitia, «dove i tassi di cancerogenesi sono migliaia di volte superiori alla norma e dove, per realizzare l’opera di bonifica, può rendersi necessario l’impegno di uomini in divisa per evitare che i cittadini possano avvicinarsi all’area». Sull’inquinamento del mare, l’assessore riconosce il funzionamento a scappamento ridotto dei depuratori. «Gli impianti sono sottoutilizzati per scelte folli adottate nel passato. Come è folle la mancanza degli allacciamenti tra i collettori fognari, ad esempio tra Angri e Nocera, o che il Comune di Pozzuoli scarichi direttamente a mare». Da qui all’allarmismo diffuso in questi giorni sull’inquinamento delle acque del Golfo, per Ganapini ce ne passa. «Si è parlato di malattie esotiche, di vermi, quando siamo di fronte a un processo di ossidazione delle acque fognarie». Insomma, di lavoro ce n’è tanto. Ma le risorse a disposizione sono ingenti. «La giunta - spiega Nappi - ha messo a disposizione 800 milioni, tra risorse europee e fondi Fas». Per la Coldiretti, quindi, «si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel». Ma l’opera di bonifica deve essere accompagnata «anche da una svolta culturale», per Giulia Cosenza, della commissione Ambiente a Montecitorio. E da una lotta al sistema economico illegale parallelo a quello sano, per il magistrato Donato Ceglie, «purché non ci si affidi solo alle forze dell’ordine e alla magistratura, altrimenti la partita è persa in partenza».

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