Piscine e animazione i lidi storici si attrezzano per tentare di supplire alla mancata balneabilità

Crisi e mare inquinato sulla costa del disastro

Da Varcaturo al Garigliano: ecco i 42 chilometri dello scempio
22 luglio 2009 - Gigi Di Fiore
Fonte: Il Mattino Caserta

Mondragone. Amir si aggira mesto sulla spiaggia, con il suo carico a spalla di spruzzini, occhiali da sole, chincaglierie colorate. Persino lui è sconsolato: in un giorno intero, seppure feriale, non ha venduto nulla. Eppure, è il 21 luglio. Eppure, ha scelto l'Hawai beach di Baia Domizia, l'ex lido Agostino, che avrebbe dovuto essere affollato. Invece, poca gente ed è crisi anche per gli ambulanti extracomunitari. Sui 42 chilometri di costa dall'area di Varcaturo fino alla foce del Garigliano, è una tristezza. Lidi semivuoti, poco traffico, spiagge con decine e decine di lettini blu e sdraio inutilizzati. «Scontiamo la cattiva informazione degli ultimi giorni - spiega Marcello Giocondo, titolare del Lido Cristall di Castelvolturno e presidente dell'Associazione balneatori casertani - La situazione è uguale allo scorso anno e agli anni precedenti, non c'è alcun aggravamento sul nostro litorale. Le inefficienze del depuratore di Cuma producono falsi pregiudizi sulle nostre spiagge». Il Cristall è un gioiellino: piscina, idromassaggi, parcheggio, ristorante, lettini. Una famiglia può entrarci con 10 euro al giorno. La sabbia è scura, l'acqua non molto invitante. Ma non è storia di oggi. Qui cercano di superare antiche violenze alla natura con offerte di servizi a costi convenienti. Una signora prende il sole con la figlia. Si chiama Silvana. Niente foto, ma dice: «Si sta bene, vero? Niente folla. Io ho casa a Castelvolturno, l'acqua la trovo buona a giorni alterni. A volte, arrivano alghe o meduse. Bolle? Mai avute, né sentito di cose simili qui». Certo, non siamo alle Maldive e da anni si parla di inquinamento del litorale domizio. Ma l'economia degli stabilimenti balneari qui dà lavoro a 234 lidi con concessioni totali su un milione e trecentomila metri quadri di spiaggia. Eppure, tra Castelvolturno, Sessa Aurunca, Cellole e Mondragone, anche quest'anno 27 chilometri sono stati dichiarati non balneabili. «Sono soprattutto le zone vicine agli sbocchi dei corsi d'acqua inquinati - dice il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo - Parlo di lago Patria, Agnena, Volturno, Regi Lagni. Logico che, per estensione, è il mio comune il più colpito con più zone rosse tra le 30 individuate. Ma girano leggende metropolitane, come i vermi, o le bolle sulla pelle. Chiederò uno stato di emergenza». Raffiche di nomi suggestivi in fila, come Kursaal o Venere. Sono i lidi, semideserti, di Mondragone. A Baia Domizia gira un po' più di gente, proprietari di seconde case da Caserta e dalla provincia di Napoli. Allo Sporting, i clienti si contano. Enrico si aggira sicuro di luoghi e tempi. Comincia a scavare nella sabbia a cercare i fantomatici vermi. Scava, scava, ma non esce nulla. Dice: «Ma quali vermi, è un'altra leggenda. Io ho 40 anni e a 16 anni da queste parti ho visto un delfino». Nessuno ci crede, ma sulle spiagge è il deserto: poche decine di persone a lido. Eppure, sul litorale dove si allena il Napoli calcio ci sono 52 alberghi con qualcosa come 8500 posti letto. Un'industria turistica che meriterebbe miglior fortuna e miglior gestione. Anni e anni di scempi e abbandoni, però, hanno gioco facile ad alimentare semplici equazioni di degrado. Dice Marcello Giocondo, affiancato dalla figlia ventiduenne Marcella nella gestione del lido: «Tutto il settore ha un calo di presenze del 70 per cento. Un centinaio di stabilimenti è in crisi mentre aumentano i canoni di concessione. Siamo al 21 luglio e guardi che squallore. Mai stato così». A Baia Domizia la situazione è preoccupante anche per storici lidi come il Rendez vous e il Gabbiano che hanno provato a investire in strutture. Ci si sposta a Baia Murena, Baia Felice, Baia Verde e poi Castelvolturno e non trovi differenze. Chi gestisce i lidi cerca di supplire con i servizi alla storica colorazione marrone dell'acqua: più piscine che mare. «Vuole ripristinare un po' di verità? - Marco, impiegato di Caserta viene da anni a Baia Domizia - Dica che il divieto di balneazione è solo verso Baia Felice, o da Baia Murena in giù vicino i canali di scolo». Ci sarà pure poca gente, ma lo zoccolo duro degli affezionati resiste. Saranno ricordi passati, amori, attaccamento alla seconda casa, ma c'è chi al litorale domizio non rinuncia. Mare o non mare, a loro importa poco.

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