Dopo l’incendio appiccato a un capannone presso la vecchia discarica di Ponte Valentino

Roghi all’Asia, ora è allarme

All’interno della struttura c’erano cassonetti fuori uso e farmaci da smaltire
12 luglio 2009 - en.mar.
Fonte: Il Mattino Benevento

I contenitori da mesi nel mirino

Da tempo va avanti una caccia ai contenitori dei rifiuti dell’Asia che sono ubicati lungo le vie della città. L’Asia tenuto conto che ogni contenitore in fiamme e quindi distrutto è un danno di mille euro ha deciso di collocarli del tipo anti roghi. Ma nonostante questa precauzione gli incendi continuano. Quelli che sembravano solo degli atti teppistici collegati in particolare periodi alla mancata raccolta dei rifiuti e quindi anche ad una forma di protesta, potrebbero almeno negli ultimi tempi avere un altro movente. L’ultimo rogo messo a segno proprio presso un capannone dell’Asia presso la vecchia discarica di Ponte Valentino ha confermato l’idea che in realtà anche l’incendio dei contenitori potrebbe far parte di un piano preordinato e finalizzato ad intimidire i vertici dell’Asia per alcune scelte fatte negli ultimi tempi. Un ipotesi del resto avanzata in alcune dichiarazioni dallo stesso presidente dell’Asia Lucio Lonardo. Nella foto dipendenti dell’Asia cercano di rendere agibile il capannone dove si è avuto il rogo.

Prima i contenitori dei rifiuti dati alle fiamme in città, poi il rogo presso il capannone dell’Asia a Ponte Valentino. Un autentico escalation e pertanto è allarme. Ma non mancano anche le polemiche. Ieri l’Asia ha fatto un bilancio più accurato dei danni scaturiti dall’incendio avvenuto nella serata di venerdì. Nel capannone, peraltro degradato (una porta era stata già manomessa, una parete di lamiera era stata asportata) c’erano dei contenitori di rifiuti che in questi mesi sono stati dati alle fiamme. Inoltre vi erano depositati dei farmaci che, raccolti nei vari contenitori lungo le vie cittadine, erano stati lasciati in quel capannone, in attesa di essere inviati presso una ditta specializzata nello smaltimento. Stesso discorso - dicono all’Asia - per le siringhe che gli addetti ai rifiuti, con speciali apparecchiature raccolgono lungo la vie della città. Erano state poste in speciali contenitori in plastica, anche loro in attesa di essere smistati presso strutture specializzate nella distruzione. I danni maggiori pertanto scaturiscono dalle strutture del capannone che hanno subito ulteriori danni. Nell’immediatezza del rogo il presidente dell’Asia Lucio Lonardo ha parlato di un danno che si aggira sui duecentomila euro. Nelle prossime ore,anche questo aspetto dell’incendio sarà verificato. Ma il presidente dell’Asia Lucio Lonardo, che nei giorni scorsi aveva già lanciato un grido d’allarme di fronte al ripetersi degli incendi dei contenitori chiedendo l’intervento dell’esercito,ieri anche a nome del consiglio di amministrazione dell’Asia ha preso posizione avanzando alcune ipotesi, che se confermate, appaiono inquietanti, circa i possibili moventi di questi incendi che, dalle vie della città ora si sono diffusi anche alle strutture periferiche dell’Azienda che cura la raccolta dei rifiuti. Circa il modo con cui gli attentatori hanno provocato il rogo in un primo momento si era ipotizzato l’impiego di un consistente quantitativo di liquido infiammabile, e quindi la presenza di più attentatori, impegnati nel trasporto e nella collocazione nei vari punti della struttura. Da un esame più accurato si è ritenuto che la presenza di materiali di plastica possa aver favorito il diffondersi delle fiamme e quindi il rogo potrebbe essere opera anche di una sola persona.

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