A Coda di Volpe si lavorerà il percolato

Infante: Villani e Melchionda sapevano Il sindaco replica: ha deciso Berlusconi
13 giugno 2009 - Francesco Faenza
Fonte: Il Mattino Salerno

Eboli. Seconda doccia fredda. Dopo le ecoballe, a Coda di Volpe verrà costruito un impianto permanente per il trattamento del percolato. A rivelare l’amara sorpresa è Pierino Infante, esponente dell’Udc. L’ex assessore all’ambiente lancia un attacco frontale ai vertici istituzionali: «Il sindaco Melchionda sapeva e non ha parlato. L’ex presidente della provincia, Angelo Villani, sapeva e ha preferito tenere nascosta un’altra amara verità agli ebolitani. Una strategia elettorale che non è servita a nessuno dei due, vista la clamorosa sconfitta per entrambi alle elezioni provinciali». Melchionda aveva le carte sul tavolo, è il teorema di Infante. Villani conosceva il progetto e ha preferito rinviare il tutto a dopo le elezioni. Nel ritrovare il documento, i vertici dell’Udc sono andati su tutte le furie: «Tra Coda di Volpe e Foce Sele sta per nascere un nuovo impianto di trattamento del percolato da discarica. Si tratta di una struttura permanente. Ma né Melchionda né Villani hanno preferito informare la popolazione». L’esponente dell’Udc ha il dente avvelenato. Il documento è di oltre un mese fa: «Quest’impianto è stato deliberato il 7 maggio scorso. Melchionda e Villani hanno tenuto la notizia nascosta per calcolo elettorale. Trovate le carte, scoperta quest’altra scomoda realtà, li abbiamo smascherati. Per fortuna i cittadini hanno già risposto, bocciando il centrosinistra nelle urne». L’ordinanza della discordia è la numero 112 del 7 maggio scorso. La firma del deliberato è della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dispone dei poteri commissariali in materia di gestione dei rifiuti e che, di conseguenza, esautora tutti gli altri livelli istituzionali dalla Regione fino ai Comuni passando per la Provincia: «Con quel provvedimento si dispone la costruzione di un impianto per il trattamento del percolato nel cuore della Piana del Sele, nei pressi della foce del fiume Sele» dice Infante. Da Roma è stata stanziata una cifra considerevole: 5 milioni di euro. I cittadini di Santa Cecilia e Coda di Volpe attendevano quei soldi per la bonifica della discarica di ecoballe. I soldi sono stati stanziati, ma per un altro progetto: «Un anno fa siamo scesi in strada per protestare contro lo stoccaggio temporaneo del percolato. Eravamo in tanti, ma tra noi- scrive Infante- c’erano delle persone camuffate. All’interno del comitato di protesta si sono infilati imprenditori e galoppini storici legati da oltre 30 anni a un noto esponente politico ebolitano. Un politico bocciato più volte dal nostro territorio e dagli ebolitani. Ora mi chiedo, come mai nessuno protesta di fronte al nuovo impianto per il percolato? Come mai, in campagna elettorale, hanno tenuto nascosta la notizia piuttosto che renderla pubblica?». Ma la replica di Melchionda arriva nella stessa giornata: «Appena abbiamo saputo del provvedimento del consiglio die ministri abbiamo fatto ricorso al Tar con l’avvocato Paolino. Infante dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere che il provvedimento è da ascrivere al presidente del Consiglio dei ministri e qundi ai suoi nuovi riferiment politici. La Provincia e la Regione non hanno alcuna responsabilità nè sull’impianto trattamento del percolato, nè sul sito di stoccaggio delle ecoballe. Sappiamo tutti chi ha offerto l’area di Coda di Volpe. Il sindaco prosegue sostenendo di essere «preoccupato» quanto Infante del destino agricolo della piana del Sele. «Già in passato i provvedimenti contro la cuittà in materia di rifiuti - dice Melchionda - sono stati da nopi impugnati dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato».

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