La retata non ferma Acerra «Così l´energia diventa oro»

5 giugno 2009 - Antonio Corbo
Fonte: Repubblica Napoli
Entra immondizia, escono soldi. Nei giorni degli arresti Acerra supera il doppio collaudo. Produce anche energia, quindi? «Funziona, funziona». Toni bassi, ma c´è un filo di orgoglio nella risposta dei tecnici. 
Neanche l´ultima retata ferma la fortezza delle rivolte, dei sospetti, dei grandi affari. «Il termovalorizzatore rispetta tutte le fasi di questo lungo rodaggio», spiega Michele Mirelli, ingegnere di Taranto, che gira il mondo per studiare impianti, l´ultimo è quello canadese di Montreal. «Ma questo è 4 anni avanti». Mirelli è il "Rup", responsabile unico del procedimento. Manca il direttore dei lavori, arrestato dalla finanza, Giuseppe Vacca. Accusato di aver certificato anni fa il falso sul Cdr di Tufino. Era uno dei collaudatori. E Tufino oggi è il solo ancora inattivo. Sequestrato. Dagli altri sei ex Cdr, trasformati in Stir (Stabilimento di tritovagliatura di imballaggi e rifiuti) arrivano 600 tonnellate al giorno. La metà, per peso ma non per volume, di tutta la raccolta a Napoli.
«Funziona, funziona». Acerra nasconde un segreto. Ha prodotto e venduto la prima, piccola quota di energia. Un test. Seicento megawatt che hanno aperto il canale del grande business. Un elettrodotto che neanche il 26 marzo fu mostrato, quando Berlusconi e Bertolaso accusarono i magistrati di Napoli. Polemiche che tornano alla mente, insidiose, a poche ore dai ultimi 15 arresti. Molto discussi. Acerra rende, quindi? «È stata solo una prova», glissa Mirelli. L´elettrodotto porta i megawatt alla rete Gse, "Gestori servizi elettrici", che raccolgono energia da fonte rinnovabile, anche questa di Acerra. La raccoglie una sottostazione che la devia verso lo snodo a Caserta. In cambio, i produttori di energia Fer (Fonte energia rinnovabile) ricevono denaro attraverso i certificati verdi (Cip 6). Il controvalore del test è di ottantamila euro, calcolano ad Acerra. Ufficiosi i primi conteggi. Acerra può produrre, a pieno regime, 2.400 megawatt al giorno. Valgono 218 euro l´uno. Se le cifre sono queste, la lombarda 2A2 ha un ricavo lordo di 523.200 euro ogni 24 ore.
«Questa è una fase di collaudo. Ma va tutto bene. Fa parte del rodaggio anche accendere e spegnere». A fine anno sarà ultimato il rodaggio. Subentrerà A2A ad Impregilo che esce da un giovedì grigio. La holding delle controllate Fibe e Fisia ha aperto in Borsa in positivo robusto (1,89) ma la lettura dei giornali e i tg hanno forse segnato il declino: ancora positivo (0,69) alle tredici, chiusura in negativo: meno 0,70. Impregilo sostituirà presto il direttore dei lavori. Ad Acerra guiderà 250 addetti, si spiegano le insegne: «Fittansi case piccole e già arredate». Molti ora sono stranieri. Slovacchi alla turbina e al generatore Skoda. Tedeschi ai forni Fbe, Fisia-Bobcok environment. Gira un aneddoto. Bruna e occhi verdi, inviata di una rete tv tedesca, confidò nella sua lingua ad una donna ingegnere di Stoccarda: «Questi italiani fanno rabbia. Quando ci si mettono, sono più bravi di noi». Mirelli finse di non capire. Ma reagisce ruvido quando i siti segnalano mancanza di fumo, per affermare che l´impianto è fermo. «Ma se funziona al meglio, i fumi non si devono vedere». Mirelli estende la sua missione diplomatica anche con i vicini. Sono incanalati e distinti dall´impianto i percorsi d´acqua nei campi, più sereni i contadini, finalmente verdi gli orti di Contrada Pantano. Rimane sulle piazzole di fronte però una collina di rifiuti, accumulati negli anni scorsi, mai rimossi. Coperti da un pietoso telone nero.
Giugno è il mese della svolta. Acerra accelera: la prima linea brucia 600 tonnellate,1800 a fine anno. Nei prossimi dieci giorni di nuovo le altre due linee, già avviate in prova il 2 e 8 maggio. Il rodaggio continua in questa fortezza invalicabile. Ottanta militari del Battaglione San Marco vigilano. Il vuoto intorno. L´inceneritore lentamente brucia anche le ultime contestazioni.
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