«Attività estrattiva regole e patti chiari»

Maddaloni, il sindaco risponde alle associazioni cittadine
29 maggio 2009 - Giuseppe Meretto
Fonte: Il Mattino Caserta

Da alcuni mesi è di grande attualità sul territorio casertano il tema delle attività estrattive e dei cementifici. Sulla stampa locale si susseguono quasi quotidianamente articoli che trattano l’argomento, evidenziandone i vari aspetti critici sia dal punto di vista della compatibilità ambientale sia dal punto di vista occupazionale. Si contrappongono tra loro: le imprese, le associazioni ambientaliste, i comitati civici e le Amministrazioni dello Stato ai vari livelli (Comunale, Provinciale e Regionale). L’argomento non è certo nuovo poiché le attività estrattive e la produzione di cemento sono presenti sul territorio casertano in modo diffuso da oltre 40 anni. L’elemento di novità è l’evoluzione del regime autorizzativo in applicazione del nuovo Piano Regionale delle Attività Estrattive della Campania (varato dalla Regione nel Giugno 2006) e del Decreto Legislativo n.152 del 2006 che stabilisce procedure più rigide in ordine agli aspetti ambientali. La città di Maddaloni, con i suoi 40.000 abitanti, rappresenta uno dei principali centri del casertano con forte concentrazione di attività estrattive e conseguentemente di occupazione nel settore. Per fare il punto sulla questione abbiamo intervistato il Sindaco Michele Farina. Sindaco, le attività estrattive ed il cemento rappresentano un problema o un’opportunità ? «Entrambe. Mi spiego meglio: sicuramente sono un’opportunità tanto più oggi che purtroppo l’economia si trova in una fase critica ma è fondamentale che non diventino, per altri motivi, un problema. Queste attività sono presenti sul territorio da molto tempo. In molti casi hanno abusato del territorio e inciso negativamente rovinando il paesaggio e depauperandolo delle sue risorse naturali. Allo stesso tempo sono state un’opportunità di occupazione in un territorio carente di attività d’impresa, con forti livelli di disoccupazione e ahimè di criminalità. Oggi si deve porre fine allo scempio del nostro territorio, già compromesso, e spingere le imprese al rispetto assoluto della normativa esistente – soprattutto in materia ambientale. Allo stesso tempo si deve tendere nel lungo periodo a garantire i livelli occupazionali con attività compatibili con il rispetto del territorio». Quali sono gli strumenti per tutelare i cittadini e al tempo stesso le attività d’impresa? «Anzitutto nel 2006, dopo ampia discussione, è stato varato un Piano Regionale delle Attività Estrattive che ha l’obiettivo proprio di favorire il recupero ambientale delle aree degradate e del territorio in genere. Questo piano sta trovando attuazione solo ora e – come è naturale – si scontra con una situazione di fatto molto complessa. Gli uffici della Regione stanno facendo un grande lavoro per attuare il Piano in modo ordinato e sistematico ma è chiaro che caso per caso si incontrano difficoltà e incongruenze tra i pareri dei proponenti e quelli delle varie amministrazioni chiamate ad esprimersi. Inoltre dal 2006 vige il decreto legislativo sull’ambiente che ha posto importanti responsabilità sugli esercenti in ordine al rispetto delle emissioni. E’ anche per questo che l’istruttoria per concedere autorizzazioni è divenuta oggi più lunga, complessa e restrittiva». Come risponde agli attacchi che le provengono dalle associazioni dei cittadini che chiedono una legge per eliminare cave e cementifici? «Anzitutto mi sento di criticare il comportamento con il quale alcuni esponenti di comitati e delle associazioni hanno agito per screditare la condotta delle Amministrazioni (e non solo a Maddaloni) non risparmiando attacchi sui giornali e per le vie legali. Trovo bizzarro che si accusi un Amministratore di non fare gli interessi dei cittadini quando, come nel mio caso, sono stati svolti incontri pubblici sull’argomento tra comitati civici ed Amministrazione alla presenza inoltre delle organizzazioni che rappresentano i lavoratori. All’interno dell’Ammnistrazione ho sempre adottato la massima trasparenza sulle iniziative che incidono sul territorio, coinvolgendo in incontri e dibattiti esponenti della maggioranza e dell’opposizione». In definitiva, cosa si chiede alle imprese? «Alle imprese la città – non il Sindaco – chiede il rispetto assoluto delle normative ambientali, il mantenimento dei livelli occupazionali puntando sulle professionalità dei giovani presenti sul territorio, l’impegno a promuovere iniziative a supporto dello sviluppo e della riqualificazione del territorio. Le imprese devono capire che con l’Amministrazione si può trovare un punto di equilibrio ma ciò deve passare attraverso Accordi di Programma o convenzioni con impegni che vanno poi rispettati». Cosa chiede alle amministrazioni? «Alle amministrazioni chiedo collaborazione e presenza. Partecipo regolarmente alle Conferenze dei Servizi per gli approfondimenti degli aspetti di merito. Mi aspetto inoltre che le varie Amministrazioni riescano ad esprimere i pareri di merito in tempi ragionevoli e compatibili con quelli delle istruttorie complessive previste per iniziative di questo genere. L’assunzione delle responsabilità non può passare attraverso l’espressione di posizioni intermedie o di riserve rispetto alla formalizzazione di un parere definitivo. Reputo doveroso esigere dalle imprese il totale rispetto delle regole ma trovo altrettanto importante che le amministrazioni garantiscano alle aziende presenti sul territorio e che vogliono investire, risposte certe e rapide».

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