Tre strutture sono finite nel mirino della Procura inchiesta affidata a Frattini gli eseguiti molti controlli

Nelle fogne gli scarichi dei centri dialisi

Senza previa depurazione anche i liquidi per la pulizia dei macchinari. Pericolo per i pazienti
16 maggio 2009 - Antonella Barone
Fonte: Il Mattino Salerno

Tre centri di dialisi salernitani sono finiti nel mirino della Procura, dopo che i carabinieri del Noe a seguito di alcuni controlli hanno accertato lo scarico delle acque reflue nelle fognature comunali senza autorizzazione. Si tratta di rifiuti pericolosi che per sicurezza vanno sempre smaltiti con una serie di precauzioni. È immediatamente scattato l'allarme inquinamento, che potrebbe essere di notevoli proporzioni anche in considerazione del gran numero di dializzati, che sono in cura presso ciascuno dei centri e che quotidianamente si affidano alle necessarie cure senza immaginare i rischi che ne possono derivare. L'inchiesta, affidata al sostituto procuratore Angelo Frattini, da anni in prima linea sul fronte dei reati ambientali, sarebbe stata avviata a seguito di alcuni esposti, in cui venivano segnalate alcune presunte irregolarità, relative allo smaltimento degli scarichi dei centri di dialisi, con grossi rischi per la salute pubblica. Immediatamente sono state avviate le indagini, e dagli iniziali accertamenti sarebbero emerse conferme sulla fondatezza degli esposti. Dalle prime verifiche è emerso che il liquido utilizzato nelle apparecchiature per il trattamento, a cui vengono sottoposti i pazienti in dialisi, verrebbe scaricato a mezzo di condotte nella fognatura comunale, addirittura senza alcun trattamento depurativo. Ma la situazione appare ancora più allarmante se si considera che dai controlli eseguiti è emerso che anche i liquidi, utilizzati per la disinfenzione dei macchinari, verrebbero smaltiti senza essere prima depurati. In pratica si tratterebbe di una situazione con un rischio di inquinamento di notevoli proporzioni, quello che hanno scoperto i carabinieri del Noe, diretti dal comandante Giuseppe Recchimuzzi. E sembra che il Puristeril 340, la sostanza con cui vengono sterelizzati i circuiti del «rene artificiale», rientri anche nella categoria dei rifiuti speciali pericolosi, con conseguente necessità di smaltimento secondo precise prescrizioni e in luoghi autorizzati. E le quantità sversate in maniera illecita della sostanza utilizzata per disinfettare i macchinari sarebbero ingenti, in quanto la pulitura viene effettuata dopo ogni trattamento e le sostanze impiegate dovrebbero essere smaltite con una serie di precauzioni proprio per evitare infezioni. Ora i militari del Noe hanno sottoposto i risultati dei primi controlli eseguiti al magistrato titolare dell' inchiesta per le valutazioni in merito ai provvedimenti da adottare, al fine di evitare l'aumento del tasso di inquinamento. Intanto le verifiche continuano ad ampio raggio e non si esclude che possano essere estese a breve anche ad altri centri di dialisi non solo di Salerno, ma anche dell'intera provincia. Gli inquirenti vogliono accertare se il caso dello smaltimento illecito da parte dei centri di dialisi salernitani rappresenti un caso isolato o si tratti piuttosto di una situazione estesa nell'ambito del territorio provinciale e quindi ancora più preoccupante per le dimensioni, che potrebbe assumere.

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