L’autorizzazione a costruire l’impianto ceduta per 6 milioni a società estere. Vertice di pm casertani e salernitani

Centrale termoelettrica, trentuno indagati

Inchiesta parallela con S. Maria Capua Vetere sul business energetico. Accertamenti nelle banche del Lussemburgo
13 maggio 2009 - Antonella Barone
Fonte: Il Mattino Salerno

Quel gioco di scatole cinesi, che si nasconde dietro la centrale termoelettrica, è finito nel mirino della Procura. Al momento sarebbero 31 gli iscritti nel registro degli indagati nell'inchiesta sulla centrale da costruire a Salerno. E tra questi ci sarebbero anche alcuni nomi, che figurano anche nell'indagine condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, e coordinata dal procuratore Corrado Lembo, che ha già portato di recente all'arresto di 23 persone. In particolare una indagata, finita agli arresti domiciliari, avrebbe svolto un ruolo chiave anche nella General Costruction, la società che ha ottenuto in origine l'autorizzazione per la costruzione della centrale a Salerno. Attualmente l'attenzione degli inqurenti si è concentrata sulle varie società lussemburghesi, a cui è stata venduta per oltre sei milioni di euro quell'autorizzazione. Ci sono in atto rogatorie proprio per poter effettuare verifiche in Lussemburgo, che potrebbero essere eseguite in tempi brevi. Ma le richieste internazionali sarebbero partite sia dalla Procura di Salerno verso il Lussemburgo, che da quella di Santa Maria Capua Vetere verso la Svizzera. Proprio nei giorni scorsi c'è stato un vertice tra i magistrati delle due Procure campane. Il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, attuale titolare dell'inchiesta relativa alla centrale termoelettrica da costruire a Salerno, ha incontrato il suo collega Maurizio Giordano, che sta indagando sulle altre centrali del Casertano tra cui quella di Sparanise, che è la fotocopia per le caratteristiche e le funzioni di quella che dovrebbe sorgere a Salerno. Ci sarebbero anche numerose intercettazioni telefoniche, eseguite nell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che sembra diano spunti investigativi interessanti anche per l'inchiesta salernitana. Soprattutto quelle in cui si fa riferimento alla possibilità di risolvere alcuni problemi procedurali, così come era fatto nel Casertano e nel Salernitano. E probabilmente un consistente contributo all'interpretazione di quelle frasi intercettate, non sempre chiare, è stato fornito da alcuni degli indagati nell'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, i cui interrogatori sono stati secretati, che nel frattempo sarebbero stati acquisiti acquisiti dagli inquirenti salernitani. La General Costruction con un capitale di poco più di 10mila euro ha ottenuto l'autorizzazione per la costruzione della centrale a Salerno, che poi avrebbe venduto per oltre sei milioni di euro ad alcune società con sede in Lussemburgo. Queste a loro volta l'hanno ceduta a un gruppo in cui c'è anche l'Energy Plus. È proprio su questo gioco di scatole cinesi che ora si sta cercando di fare luce e anche su cosa nel frattempo impedisca la costruzione della centrale da parte di società, che hanno investito capitali così consistenti per ottenere l'autorizzazione e poi una volta che i suoli sono stati liberati dal sequestro, dopo l'annullamento da parte della Cassazione negli anni scorsi, sembra abbiano perso l'interesse alla realizzazione dell'opera. Si indaga ad ampio raggio su eventuali richieste di finanziamento e sui rapporti di tipo patrimoniale esistenti tra i numerosi indagati del filone investigativo salernitano. L’inchiesta salernitana che si intreccia con quella casertana riguarda la costruzione di centrali termoelettriche. A Santa Maria Capua Vetere un mese fa l’inchiesta della locale procura fece finire la Regione Campania nell’occhio del cilone. È l’inchiesta «Biopower»: ventitrè le ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia per irregolarità nella costruzione di una centrale a biomasse a Pignataro Maggiore, nel Casertano, edificata con un contributo pubblico di quasi sette milioni di euro. Avvisi di garanzia anche all'assessore alle attività produttive della Regione Campania, Andrea Cozzolino e al capo della segreteria di Bassolino, Gianfranco Nappi.

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