Tombolillo, alla di Biopower «Nessuna promiscuità con i funzionari della Regione Campania»

«Non abbiamo mai pagato tangenti ai politici»

Rispondono al gip i due principali indagati. Secretato il verbale di Bracciali, l’uomo dei conti esteri
3 maggio 2009 - Gianni Molinari
Fonte: Il Mattino

«Nessuna forma di rapporti censurabili con i politici». Nessuna tangente, nessuna promessa. Gianpiero Tombolillo, l’amministratore della Biopower spa, ha escluso di aver pagato per avere favori e strade «abbreviate» per costruire la centrale a biomasse di Pignataro Maggiore. Ha escluso pure di aver messo in piedi un sistema di rapporti con i funzionari e dirigenti dell’assessorato regionale alle Attività produttive quello che il pm Maurizio Giordano indica come una rete di «promiscuità continuata». Quasi sei ore di interrogatorio nel pomeriggio di ieri nel carcere di Santa Maria Capua Vetere che fanno dire ai legali di Tombollilo, Mario Girardi e Emilia Granata, di aver chiarito «con grande puntualità» le principali vicende contenute nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Paola Cervo. In mattinata era stato il turno di Renzo Bracciali (assistito sempre dagli avvocati Girardi e Granata), il proprietario della Biopower e delle società collegate Natural Energy srl e Energethic srl che avrebbero dovuto realizzare centrali a biomasse anche a Reino, nel beneventano, e Atena Lucana, nel salernitano. L’interrogatorio di Bracciali è stato secretato dal gip. Bracciali è l’uomo dei due conti alla San Marino Investimenti dai quali sono partiti versamenti per tre conti cifrati in Svizzera (forse quattro perché il titolare di un quarto conto non è stato identificato e si ritiene che possa essere un nome di fantasia) per diverse centinaia di migliaia di euro. Ed è l’uomo che ha dato la disposizione sempre alla finanziaria sammarinese di provvedere a consegnare 150mila euro in contanti ad Alessandro Aceti, l’autista fermato con 100mila euro in tasca (gli altri 50mila depositati a Roma nella cassaforte di una delle società di Bracciali, secondo le dichiarazioni dello stesso Aceti) dalla Finanza al casello dell’AutoSole di Capua che secondo le intercettazioni dovevano essere consegnate al Genio Civile di Caserta. Ritornando a Tombolillo nell’interrogatorio avrebbe parlato sia di episodi specifici sia del quadro generale dell’investimento di Pignataro. Anche sull’episodio del sequestro dei 100mila euro di Capua, Tombolillo avrebbe dato spiegazioni negando che il denaro fosse destinato ai funzionari del Genio Civile di Caserta. A Tombolillo sono addebbitati numerosi episodi dalla promessa al dirigente del settore energia della Regione, Vincenzo Guerriero, di assegnare un lavoro al figlio, al pagamento di 25 mila euro all’anno a Fulvio Scia, Sergio Luise, Marina Sacco e Felice Lucia per fittizie consulenze, al finanziamento della società Pignataro Calcio del capogruppo di maggioranza D’Alonzo ad artifizi sul progetto e altri ancora. Sia per Bracciali sia per Tombolillo i legali hanno chiesto gli arresti domiciliari (il pm Giordano farà sapere al gip il suo parere lunedì) e per entrambi hanno annunciato ricorso al tribunale del Riesame. Gli interrogatori di garanzia proseguiranno con le persone detenute agli arresti domiciliari. Mercoledì toccherà all’ex assessore l’ex assessore della Provincia alle Attività produttive, Franco Capobianco.

Powered by PhPeace 2.6.4