Duecento enti locali sotto la soglia prefissata: penalizzazioni per evitare troppi scioglimenti a gennaio

Differenziata flop, scattano le sanzioni

Il premier: troppo lontani dal rush finale. Poi in prefettura lo sfogo: io mi sono impegnato, ora tocca ai Comuni
28 aprile 2009 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Differenziata a Napoli «La nostra parte l’abbiamo fatta, io mi sono impegnato in prima persona: ora però il resto tocca a loro», si sfoga un contrariato Berlusconi quando, nella relazione redatta dai tecnici del sottosegretario Bertolaso, si arriva al capitolo «differenziata». Ad aprirlo il lungo elenco dei comuni con percentuali di raccolta al di sotto del 25 per certo. Sono poco meno di duecento. Troppi se si considera anche che la maggior parte di questi non arrivano nemmeno a venti punti percentuali e sono, per la stragrande maggioranza dei casi, tutti comuni ubicati nel Casertano e nel Napoletano. Compreso il capoluogo di regione che a febbraio è arrivato a 19 punti e nel mese successivo è scivolato a 18,9. Un dato che balza subito agli occhi del premier. D’altronde già prima della riunione con i giornalisti era stato chiaro ed esplicito: «Dobbiamo intervenire ancora con la promozione della differenziata attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisione. Siamo molto lontani dal rush finale: la differenziata non deve rimanere a questi numeri, deve arrivare molto molto più su». Poi la riunione in prefettura conferma un trend negativo difficile da invertire a stretto giro con il rischio che a dicembre, legge alla mano, molti consigli comunali dovrebbero essere sciolti. Per questo, per gran parte della riunione, si è discusso su come scongiurare un’ipotesi del genere e lavorare a una qualche specie di «cartellino giallo», magari anche sanzioni, entro l’estate o anche già entro il prossimo mese, ad un anno esatto dal varo del decreto-apripista per far uscire la Campania dalla morsa dell’emergenza. Perché, è il ragionamento che viene fatto nell’incontro, a gennaio il governo si potrebbe trovare, paradossalmente, con la grana di dover governare, attraverso commissari da nominare, decine di comuni inadempienti. Senza contare poi, è l’altro aspetto del ragionamento, molti comuni pur raggiungendo la soglia richiesta alla fine di dicembre, si ritroverebbero sì in regola ma con una media annuale di raccolta decisamente bassa. Per questo il Cavaliere, durante la riunione con i vertici della struttura commissariale, avrebbe auspicato «di prendere provvedimenti in breve tempo, se è il caso». Una sorta di «carta bianca», quella concessa dal premier a Bertolaso, per passare, subito, ai cartellini gialli contro i comuni che non si stanno impegnando a fondo. Non è stato deciso ancora quale tipo di provvedimento verrà messo in atto anche se sul caso sta già lavorando l’avvocato Ettore Figliolia (presente ieri al briefing in Prefettura), consulente giuridico del sottosegretario. Palazzo San Giacomo e i vertici dell’Asìa sono, però, convinti che l’obiettivo del 25 per cento si raggiungerà tranquillamente. «La raccolta differenziata, ad oggi, è al 19% ed è in costante crescita. Continuando su questa strada - spiega Paolo Giacomelli, assessore comunale all’Igiene urbana - entro la fine del 2009 sarà raggiunto il limite del 25%, così come previsto dalla normativa». E così Pasquale Losa, presidente della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti: «Condividiamo la sollecitazione del presidente Berlusconi sulla massima attenzione per la raccolta differenziata, ma siamo già sulla buona strada». Poi aggiunge: «Passare dall’11,2% del Dicembre 2007 al 19 attuale, ci fa prevedere che l’obiettivo al 31 dicembre, così come previsto dal decreto, è alla nostra portata».

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