Eurocompost, il Tar proroga per lo smaltimento delle scorte

11 aprile 2009 - Alessandra Tommasino
Fonte: Il Mattino Caserta

L’Eurocompost, l’azienda dei concimi provenienti dal biocompostaggio, resterà aperta almeno fino a quando la materia prima rimasta in giacenza non sarà smaltita. Il Tar, nella camera di consiglio di ieri, si è pronunciato ancora una volta sull’intricata vicenda del sito contro cui sono schierati Regione, Provincia, Comune, società civile. Tutti sul piede di guerra per far chiudere i battenti ad un sito che, sebbene sotto accusa perché ritenuto la matrice dell’aria nauseabonda che spesso si respira nella zona atellana, continua a trattare pollina e frazione umida dei rifiuti. Tra chiusura e riapertura, in un valzer senza fine, Eurocompost rappresenta ormai l’incubo della popolazione e anche gli irriducibili, che hanno alzato le braccia quando lo scorso 27 marzo il Tar ha emesso un decreto di parziale riapertura per l’azienda (nonostante questa fosse stata cancellata dal registro dei siti provinciali autorizzati al trattamento dei rifiuti) cominciano a rassegnarsi. «Ma è mai possibile - si chiedono gli esponenti di Orta nuova, il comitato civico che sta conducendo una battaglia in prima linea - che il Tar adotti provvedimenti che cautelano l’attività dell’azienda e non quella di migliaia di cittadini esasperati dai miasmi?». Già si annuncia un secondo puzza-day, che, sulla scia del primo che portò in strada persone provenienti da diversi centri dell’agro aversano, coinvolgerà migliaia di persone. Intanto con l'ordinanza del Tar è stata concessa una nuova proroga al tecnico del tribunale nominato al fine di poter disporre di una relazione dettagliata sul caso (30 giorni) e all'Asl Ce/2 che deve effettuare i controlli (20 giorni). Con l’impianto non funzionante, si è osservato in camera di consiglio, si correrebbe il rischio di non fornire le adeguate indicazioni al tecnico. E un’accurata indagine si rende necessaria soprattutto alla luce del contenuto riportato nell’ultimo decreto del Tar dove si fa riferimento ad un sopralluogo dell’Asl che non avrebbe rilevato, in un giorno di cattivi odori per il paese, lo svolgimento dell’attività produttiva. Una constatazione che nulla avrebbe a che vedere, secondo i legali del Comune, con il collegamento fra la puzza e la presenza dell’Eurocompost, la cui correlazione non sarebbe in alcun modo inficiata.

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