Ricostruita la genesi della crisi I pm: contratto violato con l’ok dei commissari

Ecoballe, scontro in aula con il superteste

Il racconto dell’uomo Impregilo: «Impossibile smaltire quei rifiuti»
9 aprile 2009 - l.d.g.
Fonte: Il Mattino

Pur avendone la disponibilità, per smaltire quei rifiuti, non sarebbero bastati tutti gli inceneritori e i cementifici italiani. Tanto che nessuno dei concorrenti al grande appalto per costruire impianti antirifiuti in Campania, si sarebbe mai sognato di assumersi l’onere economico di bruciare all’estero la spazzatura napoletana. La storia della grande crisi la rilegge dall’inizio in aula uno dei principali testimoni chiamati in Tribunale: Sergio Pomodoro, ingegnere e uomo di fiducia del gruppo Impregilo, risponde così alle domande dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Quinta sezione penale, per quasi sei ore a ripercorrere la storia di un rapporto tra un gruppo di imprese e il commissariato antirifiuti finito sotto processo. Truffa, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture: 28 imputati, tra cui l’ex stato maggiore della Impregilo, l’ex commissario Antonio Bassolino, e i suoi vice di un tempo, come Raffaele Vanoli, Giulio Facchi, Salvatore Acampora. La Procura incalza il testimone sulla nascita delle prime piazzolle di stoccaggio (luglio 2001) di rifiuti, sulla creazione delle prime città di balle di spazzatura. È l’argomento centrale del processo: per la Procura, contratto alla mano, Impregilo avrebbe dovuto impegnare proprie risorse per smaltire i rifiuti in strutture italiane o estere, in attesa del termovalorizzatore. Spiega il teste Pomodoro: «Nella proposta di partecipazione alla gara, nessuna azienda concorrente ha mai esplicitato l’impegno a distruggere composti da rifiuto in impianti esterni alla Campania». E dagli studi fatti in quel periodo, è emerso che non sarebbero bastati tutti gli impianti a disposizione per incenerire la spazzatura prodotta dalla raccolta regionale. Inadeguatezza del sistema, ritardi, costi elevati. Montagne di rifiuti stoccati. E il commissariato che interviene con ordinanze ad hoc per autorizzare i primi stoccaggi. Non conveniva - spiega il teste d’accusa - trasferire tutto all’estero era ipotesi impraticabile viste le risorse a disposizione. Di qui, nel corso degli anni, le tonnellate di balle accumulate in Campania. Un’udienza che nell’ottica della Procura suona più o meno così: la testimonianza di Pomodoro è l’ultima conferma della consapevolezza interna al commissariato antirifiuti delle criticità esistenti nel sistema di raccolta in Campania e dei tentativi di risolvere con l’intervento dello Stato una serie di presunte inadempienze contrattuali. Non mancano domande dagli scranni difensivi, con gli interventi dei penalisti Ilaria Criscuolo, Luigi Cavalli, Luigi Tuccillo, Paolo Siniscalchi, Alfonso Maria Stile, Giovanbattista Vignola, per mettere a fuoco la nascita delle montagne di balle di spazzatura, in attesa della costruzione del termovalorizzatore di Acerra.

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