Il commissariato: per la crisi di febbraio il Comune di Caserta paghi 34 mila euro

L’importo è per le raccolte straordinarie causate dal contenzioso con la Saba
9 aprile 2009 - lor.ca.
Fonte: Il Mattino Caserta

La crisi nella raccolta dei rifiuti a Caserta, scoppiata lo scorso febbraio, è costata al Comune 34 mila euro. Questa l’entità dell’importo, considerato «in danno» all’amministrazione comunale e certificato dalla struttura commissariale chiamata dal sindaco Nicodemo Petteruti a intervenire due mesi fa per risolvere il problema della raccolta dell’immondizia in città dal momento che era sorto fra Palazzo Castropignano e la Saba un forte contenzioso. Quell’intervento straordinario fu operato tramite l’invio a Caserta di uomini e mezzi dell’Igica di Caivano, società specializzata che, d’intesa con la stuttura del sottosegretario Bertolaso, opera anche in altre realtà della regione. Come si ricorderà, il caso scoppiò a metà dello scorso febbraio quando, in seguito a un summit coordinato dal prefetto Ezio Monaco, si decise di intervenire e accogliere le richieste del sindacao Petteruti. E così il generale Franco Giannini, vicario di Bertolaso, mise in moto la macchina organizzativa che in 36-48 ore potesse liberare la città dai cumuli di immondizia rimasti per giorni in strada. Non intervennero direttamente i militari ma uomini e mezzi della Igica spa. «Con riferimento alla situazione di grave criticità venutasi a creare nella città di Caserta - scrisse Giannini nell’informativa inviata al Comune - a seguito dell’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e al fine di far fronte alla relativa crisi emergenziale, in funzione della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute pubblica, si dispone che la Igica spa provveda a garantire con ogni urgenza il servizio di raccolta dei rifiuti sul territorio cittadino. Si precisa che l’attività sarà assicurata mediante esecuzione in danno con imputazione dei costi a valere sulle risorse dell’amministrazione che, allo scopo di consentire la liquidazione dell’attività svolta dalla società Igica, provvederà a rilasciare relativa dichiarazione di buona esecuzione». La vertenza era stata originata dopo che la società Saba, raggiunta da interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Napoli, non aveva pagato gli stipendi ai lavoratori che a loro volta sospesero le attività di raccolta. Questo perché nelle more il Comune di Caserta aveva interrotto le rimesse economiche alla stessa Saba. La società successivamente ha presentato ricorso al Tar della Campania contro il provvedimento di interdizione: la prima sezione del tribunale amministrativo regionale ha accolto in prima istanza le tesi della Saba concedendo la sospensiva del provvedimento. Il prossimo 22 aprile l’udienza sul merito. Nel frattempo impresa e Comune di Caserta hanno ripreso il rapporto.

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