Dopo la procedura d'infrazione per l'Italia

Rifiuti, l’allarme di Ganapini: «L’Unione europea ha congelato 300 milioni»

Per il responsabile regionale all’Ambiente: «Il blocco ha impedito i finanziamenti per tornare alla normalità»
8 aprile 2009 - Simone Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI - In consiglio regiona­le, a chiusura della giornata dedi­cata alla Recam, l’assessore regio­nale all’Ambiente Walter Ganapi­ni la butta lì: «A causa dell’infra­zione europea aperta contro l’Ita­lia a seguito dell’emergenza rifiuti sono bloccati i fondi destinati pro­prio ai rifiuti».
Come? Bloccati, so­spesi, congelati come cavoletti di Bruxelles. Si dice si tratti dei 300 milioni di risorse europee di com­petenza dell’assessorato all’Am­biente. «Per la verità sono di più».

Assessore non sta dando una notizia confortante.
«Non lo è. Io ero e resto terroriz­zato dall’infrazione in corso. A di­cembre scorso la Direzione gene­rale regionale di Bruxelles ci ha in­formati che, pendendo sull’Italia la procedura, i fondi non impe­gnati del Por 2000-2006 e di quel­lo 2007-2013 dovevano essere considerati sospesi».

Scusi ma con chi ne ha parla­to?
«Con chiunque. L’ho detto un mese fa durante una riunione presso il Tar, poi sono stato in Se­nato, ne ho discusso con Confin­dustria».

E la Regione?
«La Regione non può far altro che inviare tutta la documentazio­ne necessaria al dipartimento del governo che si occupa delle risor­se europee. L’infrazione è contro l’Italia. Il problema è che nel frat­tempo abbiamo perso anche altri fondi».

Quali?
«Quelli per l’emergenza brucel­losi bufalina».

Cosa comporta nella pratica questo stop europeo?
«Il blocco, unitamente ai pro­blemi di bilancio che gravano sul­la Regione, ha impedito sinora che noi cominciassimo ad eroga­re finanziamenti per tornare alla normalità».

Precisamente quali finanzia­menti?
«Mi riferisco ai 100 milioni de­stinati agli impianti di trattamen­to della sostanza organica e ai 50 milioni per la differenziata. Fer­mi».

E dunque cosa state facendo?
«Unica nota positiva è che stia­mo riusciti a negoziare con il go­verno un’anticipazione di 260 milioni di euro di fondi Fas che sa­ranno destinati a questi interven­ti in attesa che si liberino i Por».

Ma non può essere risolta così la vicenda.
«No. Per questo sto chiedendo a gran voce a governo e Confindu­stria di fare pressioni sull’Europa. La situazione è delicata. Se il giudi­zio sarà negativo ci sarà un carico monetario enorme. Ma non solo».

Non solo? Che altro può succe­dere?
«Contemporaneamente il com­missario alla concorrenza ha atti­vato i suoi funzionari contro la legittimità della legge 210 con cui si sono dati i poteri a Bertolaso e in cui si dice che anche gli inceneri­tori usufruiscono degli incentivi cip 6 (per l’energia rinnovabile, ndr). Senza cip 6 niente Acerra».

E perché?
«Perché sostiene in una lettera dell’8 dicembre scorso il commis­sario la legge introdurrebbe dero­ghe contrarie al diritto comunita­rio».

Assessore, mi scusi, sembra che sia tutta colpa dell’Europa. La Campania era sommersa dai rifiuti, non Bruxelles.
«Guardi, siamo tutti consapevo­li del disastro. Ma è bene anche di­re che c’è una pressione dell’Euro­pa nei confronti dell’Italia esagera­ta. È insensato, onestamente, to­gliere risorse destinate proprio a risolvere l’emergenza rifiuti».

Secondo lei come andrà a fini­re e quando?
«Se ci vogliono fare del male, dal momento che commissione e Parlamento sono in scadenza, ci bocceranno prima dell’Europee. Ma spero proprio di no».

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