«Neam», la Società dell'inceneritore Corsa da 260 milioni per Napoli Est

2 aprile 2009 - Antonio Corbo
Fonte: Repubblica Napoli

"NEAM" è la società del primo termovalorizzatore della città, il secondo della provincia. Acronimo di "Napoli Energia e Ambiente Spa". Doveva essere annunciata il 26 marzo da Berlusconi. Ma lasciò nella tasca del cappotto blu il foglietto che gli aveva dato Bertolaso, con tutte le informazioni sull´impianto. Un discorso all´impronta, le sottili allusioni ai giudici, l´enfasi per Milano tradirono il premier: dimenticò gli appunti. Una delusione per gli imprenditori campani e per il sindaco Iervolino, netto lo squilibrio quel giorno tra gli elogi al nord e il silenzio su Napoli.
Di "Neam" si parla dal 13 febbraio, quando Bertolaso interpellò Regione e Comune di Napoli, proponendo Asia per progetto, costruzione e gestione. Una svolta, dopo mesi di incertezza e rinvii.. Il parere favorevole di Bassolino e Iervolino ha subito attivato le procedure: il Commissariato ha quindi investito in linea ufficiale Asia, società privata con capitale pubblico interamente versato dal Comune. Il 24 febbraio il Consiglio di amministrazione, con il presidente Pasquale Losa, ha quindi costituito la società "Neam" con capitale di 500mila euro. Sarà operativa appena scelto il partner attraverso una gara di evidenza europea. Il bando da pubblicare a fine maggio, due mesi dopo dovrebbe essere individuato il socio di Asia, in grado di investire con un pool di banche dai 230 ai 260 milioni. L´area è Napoli Est, zona dell´attuale depuratore, in via De Roberto. A gennaio 2010 l´apertura del cantiere, lavori in almeno 30 mesi, conclusione e collaudi nel 2013-2014. È un programma stilato con un po´ di ottimismo, dovrà rispettare puntualmente fasi complesse. L´accelerazione di Bertolaso ad Acerra ha però dato slancio anche al progetto di Napoli. Fluida la sua intesa con Daniele Fortini, amministratore delegato di Asia, ma anche presidente di Federambiente. Così come l´arrivo della lombarda A2A ha incoraggiato multinazionali frenate fino a qualche mese fa da pregiudizi su Napoli.
Dodici le società finora interessate a competere. Capofila è A2A. Gestirà il primo inceneritore, ed ha costituito "Partenope Ambiente", per Acerra e Caivano, con evidenti ambizioni. Inedito l´interesse della tedesca "Remondis", che in una delle sue sedi vicino Amburgo ha rilevato i rifiuti portati in treno da Marcianise in Germania. Concorre anche il francese Veolia oltre agli spagnoli di Urbaser che stanno realizzando il termovalorizzatore di Ottana, vicino Nuoro. Daniele Fortini avrebbe chiesto nuove informazioni al console generale Usa a Napoli, che gli prospettò un modello più moderno di impianto, il gassificatore della California. Previsto per novembre, non è stato però ultimato. Un consorzio di imprenditori ha brevettato una più evoluta tecnica con produzione di gas dei rifiuti con la tecnologia della torcia al plasma. Fortini, impegnato ieri in Comune per il bilancio, non ha potuto confermare. Ad Acerra disse però che avrebbe aspettato. C´è ancora spazio per gli americani, se si sbrigano.
Il volume di produzione a Napoli sarà un terzo di Acerra. 700mila tonnellate annue. Una novità nel bando: sarà dato un valore fondamentale alle tecnologie, al contrario di quanto fu prescritto nel 1998 ad Acerra, ma un elemento rilevante sarà anche l´estetica. «Dovrà avere un valore architettonico di pregio assoluto», è la promessa fatta al sindaco Iervolino. Prevederà anche uno spazio espositivo per ricordare drammi e immagini dell´emergenza rifiuti. Com´eravamo, come siamo.. 
Per gli scarti di Acerra è Bertolaso a cercare una soluzione. Può essere scelta una società campana per le sole polveri, Acerra consente invece di riciclare nell´edilizia altri due elementi: ceneri (parte volatile) e rosticci, la parte solida che rimane nella griglia. A Salerno avanzano i francesi di Cnim, rivali di Veolia, ma partner dell´italiana Devizia Transfer, dopo un ricorso al Tar. Riprende quota anche l´ipotesi di Santa Maria La Fossa per vecchi accordi con politici e imprese locali. Ma questi inceneritori, se aumenta la raccolta differenziata, non sono troppi?

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