Potrà essere trasformato un terzo dell’immondizia prodotta nell’intera regione «Benefit per gli abitanti»

Energia per 200mila famiglie

Vacca, direttore dei lavori: «Rischio zero, ecco come funzionerà»
25 marzo 2009 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

L'inceneritore di Acerra Energia per duecentomila famiglie. La produrrà il termovalorizzatore di Acerra che entrerà in funzione domani. L’impianto si trova al centro di un’area di nove ettari ed è formato da tre linee, tre forni, tre comignoli e un’unica grande fossa per i rifiuti. Come funzionerà lo spiega il direttore dei lavori, l’ingegner Giuseppe Vacca, che ha seguito la realizzazione dell’impianto fin dall’inizio. È stato nominato da Fibe e ha avuto il «gradimento» di tutti i commissari che si sono succeduti in questi anni fino al sottosegretario Guido Bertolaso e conosce, quindi, tutti i segreti del termovalorizzatore. «L’impianto era stato progettato - spiega - per bruciare il cdr (combustibile da rifiuto), ma sarà alimentato dal prodotto degli stir che ha un potere calorico inferiore. Il forno deve comunque bruciare materiale con un potere calorifico di almeno 12 mila Kj (unità di misura dell’energia) per chilogrammo. Complessivamente ogni anno potrà smaltire 600 mila tonnellare di spazzatura». Se si calcola che la produzione di rifiuti della Regione si aggira sulle 7000 tonnellte al giorno e sui 2,5 milioni all’anno è evidente che ad Acerra si potrebbe bruciare un terzo dell’immondizia campana. I rifiuti arriveranno dallo Stir di Caivano, che sarà gestito dalla A2A, e da quelli di Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine che sono attualmente organizzati dall’esercito. In queste strutture la frazione secca sarà separata da quella umida e dagli elementi ferrosi e dagli inerti. Poi i rifiuti saranno tritati e portati con i camion al termovalorizzatore dove saranno depositati in una fossa dalla quale saranno preleti da una enorme benna che li porterà su uno scivolo per arrivare al forno dove saranno bruciati alla temperatura di mille gradi. La spazzatura bruciata produrrà delleceneri non pericolose che saranno raccolte dalle griglie e poi portate in discarica come prevista dalla norme. Il vapore surriscaldato prodotto dalla caldaia andrà, invece, in un’altro componente dove sarà trasformato attraverso una turbina e un alternatore in energia elettrica. I fumi saranno indirizzati lungo la linea di depurazione dove incontreranno una serie di filtri prima di essere avviati verso un camino alto 110 metri. Ed è proprio questa la fase più delicata che ha alimentato le preoccupazioni dei cittadini di Acerra. Secondo Vacca, però, il triplo filtraggio in uso nell’impianto è tale da garantire una situazione di rischio zero. Ci saranno, infatti, tre stadi di depurazione: il primo per i gas acidi, il secondo con doppia filtrazione per la rimozione dei cosiddetti microinquinanti (che comprendono le temutissime diossine), il terzo (detto demox) che dovrebbe far sparire gli ossidi di azoto. I filtri saranno continuamente puliti e le particelle raccolte saranno riversate in appositi silos e poi smaltite in discariche per i rifiuti pericolosi fuori regione. Ma il gestore dell’impianto potrà anche decidere di lavorarle in loco inertizzandole con calce e cemento. A regime le linee e i forni saranno tre: ognuna potrà bruciare 27 tonnellate di spazzatura all’ora. Domani entrerà in funzione la prima linea, poi ci saranno 45 giorni per avviare le altre due. Entro giugno, dunque, l’impianto sarà in grado di funzionare a pieno ritmo. E le emissioni saranno costantemente monitorate con un sistema automatico e i risultati saranno visibili su display sistemati nei municipi di Acerra e San Felice Cancello.

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