Scandalo rifiuti, i dirigenti dell’Aser restano ai domiciliari

No del gip alla remissione in libertà per Rinaldi, Ugatti e Venosi
10 marzo 2009 - Antonella Barone
Fonte: Il Mattino Salerno

Restano i sigilli all'Aser e sono state respinte dal gip Vincenzo Di Florio tutte le istanze di revoca delle misure restrittive e interdittive, presentate dai 27 indagati, colpiti dai provvedimenti cautelari. Le uniche eccezioni riguardano due posizioni, la prima è dell'avvocato Giorgio Ruggiero, che attualmente non è più legale rappresentante dell'Aser e per il quale il gip Di Florio ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, considerando venute meno le esigenze cautelari. L'altro caso è quello del dipendente Alfredo Porcelli, a cui era stata applicata la misura interdittiva della sospensione per due mesi, che gli è stata revocata perchè nel frattempo è stato trasferito ad altro incarico. Restano invece agli arresti domiciliari Raffaele Rinaldi, direttore generale, Marco Ugatti, direttore tecnico ed Erasmo Venosi, responsabile logistico e del personale dell'Aser. Immutati anche i provvedimenti per gli altri indagati. Ora la parola passa al Tribunale del riesame, a cui sono già stati presentati diversi ricorsi. Intanto il sostituto procuratore Angelo Frattini, titolare dell'inchiesta, ha disposto presso gli uffici regionali l'acquisizione di ulteriore documentazione a sostegno dell'impianto accusatorio. L'imputazione contestata è pesante ed è reltiva al traffico illecito di rifiuti pericolosi. Gli uomini del Noe, diretti dal luogotenente Giuseppe Recchimuzzi, hanno acquisito altri atti presso lo Stap Ecologia di Salerno della Giunta regionale della Campania. Tra questi c'è il decreto dirigenziale n. 92 del 20 giugno 2007, che autorizza l'Aser solo al trattamento dei rifiuti non pericolosi, mentre per quelli pericolosi la società sarebbe autorizzata esclusivamente alla «messa in riserva», cioè allo stoccaggio senza alcuna manipolazione. Per il trattamento dovrebbe poi trasferire i rifiuti pericolosi ad altri impianti che abbiano l'autorizzazione. Dalle numerose intercettazioni e dagli altri elementi probatori gli inquirenti hanno accertato che fino all'esecuzione dei provvedimenti cautelari l'Aser ha trattato anche i rifiuti pericolosi. Intanto l'avvocato Silverio Sica, che difende la società, ieri mattina ha presentato istanza al pubblico ministero Angelo Frattini per ottenere il dissequestro dell'impianto solo per i trattamento dei rifiuti non pericolosi. «La nostra istanza è finalizzata a far riprendere l'attività solo per la tipologia di rifiuti per cui non ci sono dubbi, per quelli pericolosi stiamo effettuando approfondimenti», dichiara l'avvocato Sica.

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