Per garantire il futuro la giunta di Santa Lucia deve approvare una delibera per l’azzeramento dei debiti

Conti in rosso, la Recam rischia il fallimento

Blitz in consiglio regionale dei dipendenti della società per la bonifica ambientale: 17 milioni per il salvataggio
21 febbraio 2009 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Costerà 17 milioni di euro salvare la ex Recam. Ieri i lavoratori in sciopero sono sbarcati in consiglio regionale, dopo che nelle scorse settimane un gruppo di dipendenti aveva assaltato i locali dell’assessorato al lavoro. Gli operai della società partecipata della Regione chiedono di vedere chiaro in un futuro che si annuncia burrascoso. E molto oneroso per i contribuenti campani. L’assemblea dei soci è stata convocata lunedì in prima e martedì in seconda convocazione: all’ordine del giorno il rifinanziamento dell’impresa che ha la bellezza di 17 milioni di euro di debiti e che nel 2008 ha visto crollare il proprio fatturato da 25 a 7 milioni di euro. Per permettere all’azienda di andare avanti lunedì la giunta regionale dovrebbe approvare una delibera che permetta di azzerare i debiti e ricostituire il capitale sociale (1 milione di euro). Altrimenti, come sottolinea il presidente del consiglio d’amministrazione, Dino Santoro, non resterà che mettere l’impresa in liquidazione. Ma l’assessore al Lavoro, Corrado Gabriele, rassicura tutti: «Il consiglio di amministrazione doveva consegnare il conto economico al 30 dicembre - spiega - ce lo ha consegnato a gennaio. Noi abbiamo preparato gli atti e andremo in giunta lunedì per varare una delibera e coprire tutte le perdite». Sempre lunedì ci sarà la prima convocazione dell’assemblea dei soci che sarà riconvocata per martedì. I soldi stanziati dalla giunta dovrebbero permettere di pagare i contributi arretrati ai dipendenti, ma non potranno certo garantire il futuro se mancheranno le commesse. Per il momento, infatti, la Astir (è il nuovo nome della società) sta lavorando a un programma di recupero ambientale nei comuni di Nola, Marigliano, Acerra, Terzigno, Caivano, Castelvolturno, Saviano, San Paolo Belsito. Questi interventi, organizzati dal ministero dell’Ambiente e finanziati dalla Regione, permetteranno di incassare 13 milioni di euro. Ma ad aprile saranno ultimati e per andare avanti l’impresa avrà bisogno di nuove commesse che dovranno probabilmente venire ancora dalla Regione. Fino ad oggi la Recam si è dedicata alle bonifiche per così dire «leggere» alla raccolta del fogliame e di poco altro. Il nuovo consiglio di amministrazione, però, insediandosi a novembre ha annunciato «Puntiamo, dal 2009, a vendere i detersivi liquidi alla spina e a ripristinare il vuoto a rendere. Un gruppo di giovani esperti si occuperà, invece, di aiutare i comuni della Campania nella fase di start up del sistema di riciclaggio». Insomma il futuro, almeno negli annunci dovrebbe essere completamente diverso dal passato: la società che era partecipata dalla Regione e da Italia Lavoro ha ora un’unico azionista che è l’ente di via Santa Lucia; ha un nuovo nome, Astir; un nuovo consiglio di amministrazione e un nuovo piano industriale. E anche una nuova sede visto che quella del centro direzionale è stata data alle fiamme nello scorso mese di ottobre. Nelle intenzioni della Regione la nuova società dovrebbe diventare il soggetto attuatore delle bonifiche di cui la Campania ha bisogno. Tante, tantissime, visti gli sversamenti abusivi che ne hanno martoriato il territorio. Molte dovrebbero essere finanziate dal ministero dell’Ambiente che ha già messo sul piatto 526 milioni di euro. Una cifra che sta, però, evaporando a causa delle compensazioni da offrire ai Comuni che ospitano discariche e termovalorizzatori. Su cosa accadrà nei prossimi mesi nessuno è pronto a scommettere.

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