Dopo l’interdittiva antimafia svolta a Palazzo Castropignano Possibili penali del 10 per cento L’azienda: pronti a fare ricorso

Rifiuti, rescisso il contratto con la Saba

Il Comune: interrompiamo l’appalto. Chiesto un tavolo con Viminale e commissariato per le soluzioni
10 febbraio 2009 - Daniela Volpecina
Fonte: Il Mattino Caserta

La raccolta differenziata dei rifiuti non sarà più gestita dalla Ecologia Saba. Il Comune di Caserta, nel rispetto della normativa antimafia e del Protocollo di legalità sugli appalti, ha infatti avviato le procedure per la risoluzione del contratto da 59 milioni di euro sottoscritto cinque mesi fa con la società di Ercolano colpita da un’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Napoli. Il provvedimento nei confronti della Saba è stato emanato la settimana scorsa per presunti tentativi di infiltrazioni mafiose a opera di organizzazioni criminali. Una tegola che pesa come un macigno sulla città di Caserta che, in assenza di un intervento immediato, rischia di ripiombare nell’emergenza rifiuti. Una situazione che investe analogamente altri otto comuni campani - Marcianise, Arzano, Casalnuovo, Cercola, Ottaviano, Sant’Antimo, Torre del Greco e Volla - tutti serviti dalla Saba, che ieri si sono confrontati a Palazzo Castropignano per individuare un piano d’azione comune che contempli, tra l’altro, la richiesta di un tavolo di concertazione in sede ministeriale al Viminale con la partecipazione delle prefetture di Napoli e Caserta e soprattutto del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti. Insomma, una vera e propria richiesta di aiuto che consenta a questi territori - che ospitano complessivamente una utenza di circa 500mila abitanti, pari a circa il dieci per cento della popolazione regionale - di superare la grave impasse che si profila di qui a poche settimana. Una volta rescisso il contratto con la Saba i Comuni dovranno infatti fare ricorso a un affidamento diretto, seppur temporaneo, del servizio - in attesa dei tempi tecnici necessari per l’aggiudicazione di un nuovo appalto - o in alternativa ad una gestione in house del ciclo integrato dei rifiuti. Sul tappeto anche l’ipotesi della procedura negoziata, così come è stata la stessa struttura del sottosegretario all’emergenza rifiuti a suggerire al sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. Ipotesi difficili da mettere in pratica senza il sostegno economico del governo e che tra l’altro potrebbero esporre la nuova eventuale assegnataria dell’appalto a un contenzioso con la stessa Saba. Sul piano legale intanto il Comune potrà cautelarsi nei confronti della società con l’applicazione della polizza fideiussoria (pari a circa tre milioni di euro) e di una penale del dieci per cento dell’appalto (che equivale a circa sei milioni di euro). La Saba dal canto suo ha già annunciato di voler impugnare il provvedimento di rescissione così come già accaduto ad Arzano mentre resta l’incognita sui tempi di interruzione del servizio di raccolta. «Abbiamo convenuto - ha dichiarato al riguardo Petteruti - sulla necessità di avviare immediatamente il procedimento di risoluzione del contratto con la società, in conseguenza dell’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli, in attesa che la consultazione, che già nelle prossime ore sarà richiesta al governo, consenta di individuare in tempi rapidi la procedura per l’affidamento di un nuovo incarico. È intento comune limitare al minimo i disagi che potrebbero derivare ai cittadini dall’interruzione di un servizio essenziale quale la raccolta dei rifiuti. Vogliamo - ha concluso il sindaco - evitare assolutamente che le nostre città tornino indietro nel duro cammino di affrancamento dall’emergenza rifiuti».

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