Sfratti dell’Us Navy il prefetto Monaco e il sindaco Cristiano ordinano il monitoraggio

«Verità sull’acqua» controlli a tappeto

Da lunedì analisi sui campioni prelevati a Casal di Principe
29 novembre 2008 - Tina Cioffo
Fonte: Il Mattino Caserta

A Casal di Principe si faranno nuove analisi sull’acqua che esce dai rubinetti. La decisione è stata presa ieri mattina negli uffici della Prefettura di Caserta dal prefetto Ezio Monaco e dal sindaco casalese Cipriano Cristiano. «Andare avanti a colpo di comunicazioni allarmistiche - dice Cristiano - è assolutamente impossibile ed è per questa ragione, volendo evitare qualsiasi rischio per i cittadini casalesi, che abbiamo deciso di far eseguire dei nuovi rilievi e far analizzare la composizione della nostra acqua in uno specializzato laboratorio abruzzese». E poi: «Aspetteremo solo il tempo necessario, dopo di che ci attiveremo quale che sia il risultato». Se l’acqua risulterà inquinata il sindaco ha già in mente una serie di misure cautelative per la salvaguardia della salute pubblica, «ma se dovesse risultare buona, allora chiederò che si formulino scuse formali all’intera cittadinanza, perché non si può pensare a Casal di Principe come l’origine di ogni male». La verifica è stata ritenuta necessaria dopo che il 13 novembre scorso il comando della marina militare statunitense aveva denunciato la presenza nell’acqua casalese di altissimi livelli di «componenti organiche volatili, bioprodotti presumibilmente derivanti da solventi industriali» e partirà già lunedì mattina. I primi interventi dell’Unità operativa di prevenzione collettiva dell’Asl Ce2 riguarderanno la zona di via Vaticale, di Corso Dante, Piazza Villa e Corso Umberto I. «Si tratta di aree - spiega il sindaco - individuate perché riescono a fornirci un soddisfacente monitoraggio dell’intero territorio interessato». Il controllo e il campionamento dell’acqua dovrà confutare l’esistenza di quelle sostanze inquinanti che avrebbero costretto il comando americano a prevedere il trasferimento per undici famiglie statunitensi verso la base Us Navy di Gricignano. Un provvedimento immediato che, accompagnato dalla sospensione dei fitti e di altri contratti di locazione ha finito per far registrare molti più punti interrogativi di quanto la faccenda già non ne avesse. Primo punto: se è vero che l’acqua casalese è così inquinata perché i dati delle analisi non sono stati ancora resi noti in modo da chiarire tutto e subito? Secondo: se gli americani volevano trasferire il personale dei marines perché hanno scoperto di aver preso in fitto case di camorristi, perché non l’hanno fatto subito? Terzo: perché a distanza di quindici giorni il comando della marina militare non ha ritenuto di dover chiarire i tratti di una vicenda che comincia a diventare quanto meno assurda, ma ci si è limitati attraverso l’ufficio di segreteria, secondo quanto dichiara Cristiano, solo a dire che «forse l’allarme generato è esagerato»? Il quadro è davvero poco chiaro. E intanto sulla questione delle case pagate ai camorristi o a loro prestanome, come nel caso di Giovanna Baldascino per il killer Peppe Setola, per il primo cittadino «individuare i colpevoli, è di vitale importanza se non si vuole che atti di delinquenza surroghino qualsiasi tipo di esigenza cittadina».

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