Il decreto del 6 novembre prevede l’utilizzo (breve) per una prima selezione La gestione ai militari

Sei nuove «mini-discariche» in Irpinia

In ogni provincia aree per lo stoccaggio. Già scelte Lacedonia, Bisaccia e San Martino
26 novembre 2008 - Michele de leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Non solo Pustarza, Pianodardine e il Formicoso. L'emergenza rifiuti continua a tenere in ansia l'intera provincia di Avellino. Anche in Irpinia, come nel resto della regione, infatti, verranno realizzati alcuni siti di stoccaggio provvisorio, nell'ambito dei provvedimenti previsti dall'articolo due del recente Decreto Legge 172 («Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale» del 6 Novembre, ndr). La disposizione prevede la possibilità di «individuare aree attrezzate o da attrezzare quali siti di stoccaggio provvisorio, presso cui conferire i rifiuti rimossi per il tempo necessario ad una prima selezione e caratterizzazione, nonché all'attribuzione dei codici CER ai fini dell'avvio delle successive fasi di gestione, garantendo adeguate condizioni di igiene e di tutela della salute pubblica e delle matrici ambientali». I siti individuati serviranno, dunque, per uno stoccaggio temporaneo dei rifiuti, «indifferenziati e pericolosi», abbandonati in aree pubbliche e private, ed una selezione prima del successivo smaltimento presso discariche o specifici impianti. Le aree individuate in provincia di Avellino sarebbero sei, tra cui un capannone nella zona industriale di Lacedonia, un'area nel comune di San Martino Valle Caudina ed un’altra in alta Irpinia, con molta probabilità nel comune di Bisaccia. Ma non tutte diventeranno siti di stoccaggio provvisorio. L'Arpac è al lavoro per valutare l'idoneità dei siti individuati e le prescrizioni da attuare in sede di eventuale attrezzamento. Al momento, i tecnici dell'agenzia regionale protezione ambientale hanno già effettuato alcuni sopralluoghi, dando parere favorevole alle aree ispezionate. I siti attrezzati saranno al servizio della provincia di Avellino in primis ma, eventualmente, anche dell'intera regione, e dovrebbero essere gestiti da militari con l'ausilio dei tecnici Arpac. L'utilizzo di questi spazi dovrebbe, comunque, essere limitato ad un periodo alquanto breve, teso ad eliminare la pratica ancora assai diffusa dell'abbandono indiscriminato di ogni sorta di rifiuti, in aree pubbliche e private, e favorire lo sviluppo della raccolta differenziata sull'intero territorio regionale. Una misura che gli addetti ai lavori non esitano a definire assolutamente positiva, ma che non mancherà di creare malcontento tra amministratori e cittadini dei comuni che saranno individuati quali sede per la realizzazione di un sito per lo stoccaggio provvisorio. Nel frattempo, fa discutere la scelta della struttura commissariale di dirottare 20mila ecoballe, prodotte in tutti gli impianti Cdr della Campania, presso il sito di stoccaggio di Pianodardine. Il primo cittadino di Prata Tenneriello, dopo aver tuonato contro una «politica spenta» e aver evidenziato che «l'area è abbandonata, solo sindaci e cittadini provano a difenderla», non si è perso d'animo e ieri ha sentito i colleghi amministratori del comprensorio per decidere unitariamente eventuali iniziative di protesta da organizzare contro "l'ennesimo scempio compiuto ai danni dell'area di Pianodardine e della valle del Sabato". I contatti tra gli amministratori hanno portato alla necessità di tenere un incontro sulla questione, domani sera al Comune di Prata, alla presenza di tutti gli amministratori della zona e delle associazioni, ambientaliste e non. «Abbiamo il dovere - chiosa Tenneriello - di provare ancora a difendere il nostro territorio e la salute dei cittadini».

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