Dodici enti su tredici interessati dalla misura sono del Casertano Al via i piani di rientro

Rifiuti, arriva il commissario

Amministrazioni inadempienti, il Consorzio unico: 20 milioni di debiti
17 ottobre 2008 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Tredici comuni commissariati perché non pagano i debiti accumulati nei confronti del consorzio unico che ha riunito i bacini di Napoli e Caserta (ad eccezione del 5 che passerà all’Asia). I debiti accumulati in quattordici anni di gestione commissariale ammontano complessivamente a 150 milioni di euro e sono in alcuni casi esorbitanti. Il record spetta a Castelvolturno che deve la bellezza di 9.724.460 di euro, seguito da Mondragone che ha un buco di 2.872.500 di euro. A seguire tutti gli altri fino ad arrivare a Pignataro Maggiore che dovrebbe pagare «solo» 89.559 euro. Inutili, finora, i numerosi solleciti inviati dal gestore unico Alberto Stancanelli agli amministratori. Le insolvenze dei comuni hanno provocato nei mesi passati anche ritardi nei pagamenti degli stupendi dei 2380 dipendenti del consorzione che hanno più volte protestato. E infatti Stancanelli ha ricordato ai sindaci che i mancati pagamenti han provocato un grave inasprimento delle relazioni sindacali e una difficoltosa programmazione degli interventi. Basti dire che, per mandare avanti i lavori, il consorzione ha dovuto chiedere in prestito all’Asìa quindici camion per Aversa e Capua. L’arrivo dei 15 milioni messi sul piatto il mese scorso dal governo, ha poi permesso di riparare una parte del parco auto. Come se non bastasse camion e compattatori sono stati bersagliati dagli atti vandalici e per metterli al sicuro è stato necessario parcheggiarli nell’aeroporto militare di Grazzanise. Una situazione ad alto rischio. In tutti i tredici Comuni arriverà ora un commissario incaricato di recuperare i fondi per versarli nelle casse del consorzione. Si sono salvate in extremis alcune amministrazioni, come Capua (6 milioni) e Aversa (5 milioni) che hanno concordato con il gestore Stancanelli un piano di rientro. E non è ancora finita: chi continuerà a non pagare verrà commisariato. Fin qui i Comuni. Ma il deficit dei bacini, che dovrebbero incassare ancora 170 milioni di euro da debitori vari, è provocato soprattutto dai mancati pagamenti accumulati in quattordici anni da parte del commissariato di governo che dovrebbe versare ben 84 milioni. In questo caso, evidentemente, è impossibile inviare un commissario visto che la struttura è stata sciolta e sostituita da quella gestita dal sottosegretario Bertolaso. I commissari che si sono succeduti hanno incaricato i consorzi di gestire le discariche, spesso dimenticando di stabilire le tariffe. Il caos che ne è seguito è oggetto di numerose inchieste giudiziarie, prima tra tutte quella che ha coinvolto con l’ex sub commissario Giulio Facchi e l’avvocato Cipriano Chianese (accusato anche di essere legato ai casalesi). E dell’utilizzo delle discariche della camorra sta parlando diffusamente anche il pentito Gaetano Vassallo, proprietario di un altro sito, quello di Masseria Grande gestito dal Napoli 1.

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