LA DISCARICA AD ANDRETTA: ELABORATA A CALITRI LA PROPOSTA POLITICA

Un osservatorio permanente sul Formicoso

7 settembre 2008 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Calitri. Un osservatorio permanente di amministratori e politici per monitorare la «questione Formicoso» ed essere pronti a scendere in campo non appena la situazione lo dovesse richiedere. Il vertice tenutosi ieri mattina presso la Comunità montana Alta Irpinia ha confermato la necessità di non abbassare la guardia rispetto all'ipotesi di realizzazione di una discarica alla località "Pero Spaccone" di Andretta. Politici, al vertice hanno partecipato Gargani, Iannaccone e Pionati, amministratori e cittadini, in tanti hanno seguito con attenzione l'iniziativa, sono coscienti che il pericolo è tutt'altro che scongiurato. «Bisogna portare avanti - evidenzia il sindaco di Calitri Di Milia - una doppia azione: politica, insistendo per convincere il premier delle nostre ragioni e dell'inopportunità di realizzazione una nuova discarica in un territorio che ha già dato; e tecnica, spingendo per l'avvio della raccolta differenziata ed il percorso per la realizzazione dei termovalorizzatori e la riqualificazione dei Cdr». «Il premier - gli fa eco il vicesindaco di Lacedonia, Caradonna - non ha preso alcuna posizione. C'è poco da star tranquilli: dobbiamo rimanere vigili e non abbassare la guardia». L'incontro di Calitri ha, dunque, placato i facili entusiasmi che avevano pervaso più di qualcuno dopo l'incontro con Berlusconi. Il "fronte comune dell'intera provincia", più volte richiamato da ogni parte, sembra prendere sempre più corpo. Lo testimonia la presenza a Calitri dell'europarlamentare Gargani e dei deputati Iannaccone e Pionati. Il senatore De Luca, impegnato a Firenze, ha inviato una comunicazione in cui ha rilanciato l'ipotesi di riutilizzo delle cave dismesse. Rispetto alla questione, nonostante l'unità di intenti di essere al fianco del Formicoso e dell'Alta Irpinia, i politici si mantengono su posizioni differenti. All'ottimismo di Gargani che evidenzia "l'impressione positiva che la delegazione dei sindaci ha fatto al premier", fa da contraltare lo scetticismo di Pionati che non esclude la necessità delle barricate e chiama in campo la Chiesa. "Confido nel Presidente del Consiglio - dichiara il deputato Udc - ma se siamo arrivati a questo punto è perché prevalgono ragioni politiche su quelle tecniche: si colpisce il debole puntando su territori in cui c'è molto spazio aperto e poca densità abitativa, tralasciando questioni tecniche come la presenza di falde acquifere e di parchi eolici. Bisogna, dunque, essere pronti anche alla mobilitazione ed alla protesta. E, in questo senso, un ruolo chiave può giocarlo la Chiesa, come già accaduto ad Ariano». Punta tutto sul dialogo, invece, Gargani che conferma la necessità di «approfondire le perplessità evidenziate sul piano tecnico, ribadire che il futuro di queste aree passa attraverso uno sviluppo legato al territorio e che questa provincia sta già contribuendo a risolvere i problemi di altri territori. L'Irpinia produce solo il 5% dei rifiuti regionali: di più non le si può chiedere».

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