Chiaiano, via libera al progetto cave

Nuove misure per superare l’ostacolo dell’impatto ambientale
10 agosto 2008 - lu.ro.
Fonte: Il Mattino

C’è l’ultimo importantissimo sì alla discarica nela cava di tufo di via Cupa del Cane di Chiaiano da parte delle Conferenza dei servizi di ieri tenutasi nella sede del sottosegretariato retto da Guido Bertolaso a Palazzo Salerno. In ballo c’era la valutazione di impatto ambientale e il documento è passato con il no dei comuni di Marano e Mugnano, scontato, e il sì del Comune di Napoli che però ha presentato una serie di osservazioni. Come dire che si approva la scelta del sottosegretariato ma che si richiedono correttivi. È l’assessore competente Gennaro Mola a spiegare come stanno le cose. «Abbiamo chiesto una serie di correttivi - attacca - perché pensiamo vadano nella direzione di un miglioramento del piano per aprire la discarica che riteniamo necessaria. Vale a dire che la strada di accesso alla cava sia costruita in funzione anche del futuro parco delle colline, che i camion con i rifiuti non trasitino nelle ore di punta. E ancora, nella discarica ci deve andare la spazzatura di Napoli e di qualche comune limitrofo e che ci siano le necessarie garanzie nella gestione della struttura e del biogas che si produrrà». La Conferenza è stata indetta da Bertolaso (che però ieri non era in città ha delegato ai tecnici del sottosegretariato) e vi hanno partecipato olte ai comuni di Napoli, Mugnano e Marano, la Regione Campania, Sovrintendenza ai Beni archittetonici, l’Ente Parco Colline, il Corpo forestale, l’Autorità Bacino nord occidentale della Campania, la Provincia, l’Arpac, l’ Asl Napoli 1 e 2. Mentre era in corso la conferenza un centinaio di persone dei comitati che si oppongono alla discarica ha manifestato per ribadire il proprio no all’apertura del sito. Il sindaco di Marano Salvatore Perrotta e il presidente della commissione Ambiente del Comune Carlo Migliaccio, hanno consegnato ai tecnici del sottosegretariato l’ennesima relazione scientifica secondo la quale la cava non sarebbe idonea per ospitare una discarica da 700mila tonnellate di rifiuti. Il presidio anti sversatoio ha programmato nuove forme di proteste, come il «J-Day» ossia «Jatevenne» cioè «andatevene day», una manifestazione nazionale a cui hanno già dato la propria adesione i comitati in difesa del territorio tra cui i No Tav.

 

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