Tubature vecchie di trent`anni sostituirle costerebbe due miliardi

Il focus Gli esperti lanciano l'allarme: in caso di rottura degli impianti sono possibili contaminazioni
10 gennaio 2014 - Valerio luliano
Fonte: Il Mattino

La rete idrica di Napoli poggia su tubature vecchie di treni'anni e questo rischia di determinare minacce alla salute pubblica. La comunità scientifica si interroga sulla qualità dell'acqua che arriva nei nostri rubinetti e le prime ipotesi sono meno rassicuranti di qualche settimana fa. Si tratta, comunque, di risposte non definitive e dagli studiosi arriva l'invito a prendere in considerazione tutti gli elementi che riguardano il complesso sistema di gestione e distribuzione dell'acqua. «È necessario anzitutto ribadire - spiega Marco Guida, professore associato di Igiene presso il dipartimento di Biologia dell'Università federiciana - che quelle che sgorgano dalle sorgenti e arrivano a Napoli sono acque di ottima qualità. Mi riferisco a quelle che giungono da Serino, San Felice a Cancello, Cassino e Torano Maretto. Tutte perfettamente in regola e più volte controllate da Abe e Asi. Ma, da studioso della materia, mi permetto di avanzare un'altra ipotesi che poggia su un dato incontestabile, ovvero la vetustà delle tubatore di Napoli. Da addetto ai lavori, posso far notare che un tobo vecchio ha molte possibilità di incrinarsi. Nel momento in cui si guasta e si determina una perdita di acqua, questa non crea alcun problema. Tuttavia, se un tobo si rompe, diminuisce la pressione all'interno e, attraverso la fessura creatasi, è possibile che il tobo stesso aspiri terreno o altre sostanze a rischio di contaminazione. Perciò il problema non è la fonte di origine ma potrebbe essere quello del trasporto attraverso le tubature. Ma questo accade in tutte le città del mondo dove ci sono impianti vecchi. In ogni caso, è giusto anche sottolineare che le perdite di acqua in città sono inferiori a quelle di New York, ad esempio».
Quello della vetustà della rete di distribuzione idrica è un problema già sollevato in passato dagli esperti. Venticinque milioni di euro sono stati spesi dal Comune di Napoli dal 2005 ad oggi per sostituire una parte delle tubatore. Ma l'intera rete poggia su 2mila e 300 chilometri di tubi e, per sostituirli tutti, occorrerebbe una cifra astronomica. Ammonta a un milione di euro - secondo una stima di Abc - il costo di un solo chilometro. Fatti due conti, una sostituzione globale richiederebbe qualcosa come 2 miliardi di euro. Assolutamente impensabile che ciò possa accadere e perciò gli studiosi manifestano perplessità sul trasporto dell'acqua dai tubi ai rubinetti delle case. Per le indagini sulla potabilità dell'acqua, esistono 50 punti, disseminati in tutta la città, in cui l'Abc effettua i prelievi. «Sono punti rappresentativi di tutte le zone di Napo li - spiega il tecnico dell'azienda comunale per le risorse idriche Alfredo Pennarola - e coprono l'intero territorio. Ogni prelievo comprende una serie di analisi su tutti gli elementi del campione e così arriviamo a circa lOOmila rilevazioni l'anno». Altri 4mila prelievi ogni 12 mesi vengono eseguiti dall'Asl Napoli 1 centro». Alcuni temono che nelle tubature possa esserci l'amianto, ma dagli esperti arrivano rassicurazioni: l'amianto crea danni alla salute solo se inalato. «I controlli sono assolutamente affidabili - riprende lo studioso Marco Guida - e rispondenti ai parametri di legge. Però questi ultimi prevedono la ricerca di 67 elementi. Ma bisogna considerare che ogni anno vengono fuori 20mila nuove molecole di sintesi ed è impossibile cercarle tutte. In ogni caso, non è detto che nuove molecole possano essere contaminanti».

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