La rivolta Protesta di fronte alla Prefettura Musolino convoca un tavolo _«i con la curatela

Astir, operai sulle impalcature di piazza Plebiscito

Licenziati prima del passaggio alla società Campania Ambiente La Regione: «Saranno tutelati»
3 gennaio 2014 - Livio Coppola
Fonte: Il Mattino
Stavano aspettando il trasferimento in una nuova azienda pubblica, ma intanto quella vecchia li ha licenziati. Ed è subito scattata la protesta, con tanto di uomini aggrappati ad impalcature in pieno centro cittadino. È paradossale la vicenda dei 457 dipendenti di Astir, società del settore ambientale, liquidata poco più di un anno fa dalla Regione, suo unico proprietario. I lavoratori fino a fine dicembre beneficiavano della cassa integrazione in deroga, in attesa che diventasse operativa la "Campania Ambiente e Servizi", società già creata da Palazzo Santa Lucia e ora pronta a partire e ad assorbire gradualmente le risorse umane provenienti dalle vecchie partecipate del settore. Ma prima che ciò potesse avvenire si è consumata una sorta di beffa: l'avvio della procedura di licenziamento dei 457 dipendenti, ordinata dal giudice fallimentare su proposta dell'attuale curatela. Un atto che, al di là delle esigenze formali, potrebbe compromettere il percorso di trasferimento dei lavoratori nella nuova azienda regionale. Da qui la reazione rabbiosa dei lavoratori: in 15, nella tarda mattinata di ieri, sono saliti sulle impalcature montate su Palazzo Salerno in piazza Plebiscito, di fronte alla sede della Prefettura. Molti altri intanto sostavano in strada, ma sono stati gli improvvisati "scalatori" a creare maggiormente allarme. Uno di essi, A.G., storico dipendente della società, è arrivato ali' altezza del terzo piano del palazzo, dove è rimasto a lungo m sospeso minacciando persino il suicidio, fino a quando non è stato raggiunto e messo in sicurezza dai vigili del fuoco. Nelle lunghe ore di protesta gli operai hanno affermato che «dalla Prefettura era arrivata la disponibilità alla istituzione immediata di un tavolo con curatela fallimentare e Regione per trovare una soluzione alla vertenza. Non vogliamo essere vittime diricatti. CMediamo dipoter lavorare». Un'altra delegazione di lavoratoriha poi consegnato aVillaRosebery una lettera al presidente Napolitano per chiedergli di sollecitare la loro riassunzione nella "Campania Ambiente". Durante la manifestazione è intervenuto a parlare con i lavoratori il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (5Stelle), mentre il deputato di SelArturo Scotto ha attaccato la Regione: «Da due anni e mezzo non riesce a risolvere i problemi causati dalla maggioranza che lo sostiene e nello stesso tempo condanniamo lo spe culare atteggiamento burocratico del tribunalee dei curatori fallimentari». Per Giovanni Sannino di Fillea-Cgil «esistono tutte le condizioni per cuila curatela revochi la procedura di licenziamento e presenti istanza di proroga della cassa integrazione. Al contempo la Regione deve mantenere gli impegni rendendo operativo il polo ambientale». Il prefetto Musolino non ha perso tempo, convocando per mercoledì 8 un tavolo con Regione e curatela. Da Palazzo Santa Lucia l'assessore al Lavoro Séverine Nappi rinnova l'impegno a salvaguardare i lavoratori: «La procedura di licenziamento rappresenta un problema che va risolto in breve tempo - dice - se la curatela ha bisogno di ulteriori garanzie dalla Regione per bloccarla, noi siamo pronti a fornirle già al prossimo tavolo. Come avevamo già detto ai sindacati, la nuova società ambientale è pronta a partire e siamo disponibili a far proseguire gli ammortizzatori in deroga per consentire un passaggio graduale del personale all'intemo di Campania Ambiente». 
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