Bassolino: ha avuto coraggio e non è stato isolato

Bassolino: «Un funzionario coraggioso in solitudine criticò anche Saviano»

«Ho lottato per la mia innocenza mentre molti giravano la faccia dall'altra parte»
19 dicembre 2013 - Pietro Treccagnoli
Fonte: Il Mattino

Ha postato un tweet. Antonio Bassolino, assolto, ma tirato di nuovo in ballo dalla magistratura per le inchieste sui rifiuti, ha visto nella vicenda Pisani, molte analogie col suo processo; «L'assoluzione di Pisani è importante e fa piacere. Mi è sempre sembrato un ottimo poliziotto». Bassolino rileva: «I suoi colleghi l'hanno sempre difeso. Hanno espresso fiducia nella magistratura ma anche in Pisani».

Presidente, da che cosa nasce questa solidarietà con Pisani?
«Sono sempre stato fiducioso in un esito positivo del processo che l’ha coinvolto. Pisani è uno dei migliori poliziotti che abbiamo avuto a Napoli che ha fatto molto nella lotta alla camorra. E ha avuto anche l’autorevolezza di criticare Roberto Saviano, quando nessuno osava farlo».
C'è un parallelismo con la sua vicenda?
I suoi colleghi l'hanno sempre difeso. Hanno espresso fiducia nella magistratura, ma anche in Pisani
Con lei non è andata così.
Io ho sempre avuto fiducia nei giudici. Ho attraversato momenti di dolore e sofferenza molto forti. Però purtroppo, molti politici del mio schieramento e della mia generazione sono stati silenti, mentre avrebbero avuto il dovere di esprimere la loro fiducia nella magistratura, ma anche in Antonio Bassolino. Perché su di me potevano stare tranquilli, mentre avrebbero potuto esserlo di meno su altri in altre parti del Paese, sia al Nord che al Sud.
I politici sono ingrati
Spesso sì. Mi auguro che i partiti e le forze politiche, assieme alla fiducia nella giustizia, imparino ad esprimere fiducia anche negli uomini che conoscono e che stimano.
Intanto però, dopo l'assoluzione nel filone principale dell'inchiesta sui rifiuti, è arrivata la doccia fredda della nuova inchiesta che la vede imputato.
Sarà interessante leffere, quando usciranno, le motivazioni della sentenza che mi ha assolto. Sarà interessante per tutti, per me, per gli imputati, per l'opinione pubblica e per la stessa accusa di questo nuovo processo. Il mio avvocato era convinto che l'attuale richiesta al gip sarebbe arrivata dopo la pubblicazione del dispositivo.
Invece s'è sbagliato.
E sì. Un mese prima o un mese dopo non sarebbe crollato il mondo, anche perché le motivazioni di questa nuova indagine fanno riferimento ad accuse al centro del processo già concluso e dove sono stato assolto con formula piena, nonostante la possibilità di una prescrizione.
Che cosa farete?
Forniremo tutti i chiarimenti utili già al gip in modo che possa emergere subito la mia estraneità a quanto mi viene contestato.
Accuse pesanti, associazione a delinquere
Secondo l'accusa non avrei controllato o avrei agevolato le aziende che agivano per conto del commissariato in materia di smaltimento del percolato. Sono fatti successivi alle mie dimissioni dal commissariato.
Lei comunque era presidente della Regione.
Ma non mi msono mai occupato della gestione del percolato o degli impianti di gestione con gare d'appalto di rilievo internazionale a imprese di rilevanza e affidabilità nazionale. E non ho mai partecipato a riunioni o a incontri sulla destinazione del percolato. E` chiaro che non ho mai compiuto atti illegali e che sui rifiuti ci sono mandato a perdere politicamente, indipendentemente dalla volontà della magistratura.
Che ricordi ha di quegli anni? «Tutta la vicenda dei rifiuti era usata contro di me, politicamente, sia dal centrodestra che dal centrosinistra».
Il solito fuoco amico. «Purtroppo, sì. Mentre in quel periodo, la mia unica preoccupazione era togliere i rifiuti dalle strade, con le discariche chiudevano e gli impiantì previsti non aprivano».
Come l'inceneritore di Acerra? «Certo. L'inceneritore è importante e meno male che c'è. Era un impianto che si poteva realizzare in due anni e ne hanno impiegato cinque, per le mille proteste e occupazioni del cantiere da parte della destra e della sinistra. Invece, in quegli stessi anni, nessuno si mobilitava contro gli sversamenti illegali».
Che pensa della posizione dell'ex-prefetto Alessandro Pansa, ora capo della Polizia? «Da commissario per i rifiuti si è mosso per non aggiungere alla crisi dei rifiuti anche la crisi del percolato, attivandosi per trovare una soluzione all'emergenza. Da presidente della Regione, dopo le mie dimissioni da commissario, cercavo di collaborare con Catenacci, Pansa, Bertolaso, De Gennaro».
Anche se tutti lo spingevano alle dimissioni. «Sarebbe stata la soluzione più facile. Ma non ho mai abbandonato il mio ruolo istituzionale. Ci mettevo la faccia».
Mentre altri si tiravano indietro. «Facevano di più: non si esponevano in prima persona e organizzavano proteste contro ogni impianto e ogni discarica, con il risultato che ancora oggi è difficile trovare una soluzione che non sia quella di portare i rifiuti all'estero».

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