Inchiesta rifiuti

«Ex commissari all`emergenza da processare»

18 dicembre 2013 - Antonio Maria Mira
Fonte: Avvenire

ROMA evono essere processau tutti gli ultimi ex commissari all'emergenza rifiuti in Campania. Lo chiedono al gip i pm della procura di Napoli che hanno chiuso l'inchiesta, in particolare sullo smaltimento del percolato delle discariche, chiedendo il rinvio agiudizio per l'ex prefetto e oggi capo della Polizia Alessandro Pansa, per l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, l'ex governatore campano Antonio Bassolino e l'ex prefetto Corrado Catenacci, oltre ad altre 35 persone e 10 società. Le accuse, molto gravi, sono traffico di rifiuti, smaltimento illecito e associazione a delinquere. È l'esito dell'inchiesta "Marea nera" che portò a 14 misure cautelari. Tonnellate di percolato finite in mare perché smaltite in depuratori obsoleti e mal funzionanti, che non erano in grado di trattare i liquami prodotti nelle discariche e negli impianti di cdr (trattamento dei rifiuti). Ilprocuratore aggiunto, Nunzio Fragliasso, capo del pool "reati ambientali" e i sostituti Ida Teresi e Pasquale Ucci, tuttavia, distinguono le posizioni.Atrenta imputati, tra cui Bassolino e Catenacci, contestano anche l'associazione a delinquere. Viceversa Pansa, Bertolaso e l'ex vice di quest'ultimo Marta Di Gennaro sono accusati solo di traffico di rifiuti. Bassolino e Catenacci, scrivono i pm, hanno adottato comportamenti «funzionali a creare un'apparente situazione di legittimità per lo smaltimento del percolato, continuando a richiedere e ad assicurarsi» che l'attività «proseguisse senza interruzioni, o- mettendo ogni dovere di controllo e conseguente intervento sulla gestione degli impianti di depurazione che ricevevano il percolato». Pansa, invece, era colui che «teneva riunioni e impartiva direttive in ordine alla prosecuzione delle attività di smaltimento nei depuratori regionali pur in presenza della assoluta inidoneità tecnica degli stessi, circostanza a lui nota, e dell' altissimo livello inquinante del percolato conferito». In questo modo sarebbe stato inquinato tutto il litorale campano, dall'alto Casertano fino al Cuento. Il capo della Polizia, attraverso il suo legale Filippo Dinacci, esprime «fiducia nella magistratura tutta e in particolare nella procura di Napoli», «certo di poter chiarire tutto». L'inchiesta sullo smaltimento del percolato nasce da quella sulle presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti in Campania, che si è conclusa a novembre con l'assoluzione con formula ampia di tutti gli imputati, tra i quali figurava Bassolino. Per questo motivo, in una nota, anche l'exgovernatore esprime fiducia nella magistratura e si dice «convinto che sarà riconosciuta, mi auguro fin dall'udienza presso il gip, la mia completa estraneità ai fatti contestati, cosi come è di recente avvenuto nel processo sui rifiuti».

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