Caserta, sorpresi a bruciare rifiuti. Alfano: utile l'intervento del governo

Terra dei fuochi: presi i primi due piromani

Secondo le stime del governo, i roghi di rifiuti tossici sono diminuiti di quasi la metà rispetto allo scorso anno nell'area della Terra dei Fuochi. La vigilanza e le nuove norme scoraggiano i piromani
14 dicembre 2013 - Lorenzo Iuliano
Fonte: Il Mattino

A pochi giorni dal varo del decreto sulla Terra dei fuochi, che ha introdotto il reato di incendio di rifiuti, sono già due i piromani arrestati nel Casertano; normali cittadini che hanno appiccato l'incendio a pochi passi dalle proprie abitazioni. Soddisfatto il vicepremier Aliano: «Vuoi dire che l'intervento dell'Esecutivo è stato utile». L'operazione contro i piromani ha coinciso con la visita a Caserta del presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi: «Ritorneremo per fare altre audizioni». E annuncia: «In sede di conversione del decreto proporremo l'esclusione dalle gare pubbliche delle aziende che si siano macchiate di reat
i ambientali».  A distanza di quaranta chilometri, alle opposte estremità della Terra dei fuochi, e di quarantotto ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ecco i primi effetti del decreto del governo per l'area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, che prevede il carcere per chi incendia i rifiuti. I primi due arresti si registrano in provincia di Caserta, proprio nel giorno della prima missione nella Terra dei fuochi della commissione Antimafia, guidata da Rosy Bindi. A Mondragone, l'altro giorno gli agenti della polizia municipale hanno bloccato un uomo: nei pressi della sua abitazione stava bruciando materiale di diversa origine, classificato come spedale e ora è agli arresti domiciliari. A San Felice a Cancello, sempre nel Casertano, è stato invece arrestato per incendio di rifiuti un uomo di 41 anni, mentre stava alimentando un rogo tossico su rifiuti pericolosi in un'area demaniale. «Vuoi dire che l'intervento del governo è stato utile», ha subito commentato il vicepremiere ministro dell'Interno Angelino Aliano, soddisfatto di fronte all'operazione-pilota, portata a termine «grazie ad una fattispecie di reato introdotto nel decreto legge del governo». E un'intera giornata non è bastata alla commissione Antimafia per rispettare il programma di audizioni e sopralluoghi: «Torneremo presto, ma impressiona che di fronte alla conoscenza che da anni si ha dell'intreccio tra rifiuti e criminalità, non siamo riusciti a rimediare ai danni causati da questo sistema», ammette Binai nella prefettura di Caserta, sede dei lavori. In mattinata sono stati ascoltati i prefetti di Napoli e Caserta, Francesco Musolino e Carmela Pagano, i procuratori della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo, con gli aggiunti Fragliasso, Greco e Melillo, di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo con gli aggiunti Gay e Capasse, mentre in serata è stata la volta del procuratore di Napoli Nord, Marino, di Noia, Mancuso, dei rappresentanti della Coldirettì di Napoli e Caserta, di Legambiente e dell'oncologo Marfella. Mentre gli incendi di rifiuti diminuiscono del 40 per cento rispetto all'anno scorso, secondo i dati del commissario anti-roghi Cafagna, tutti hanno lanciato l'allarme sulle possibili infiltrazioni dei clan nell'affare delle bonifiche delle discariche campane. E la risposta dell'organismo bicamerale è stata immediata: «In sede di conversione in legge del decreto annuncia la Binai proporremo una serie di emendamenti affinchè siano escluse dalla possibilità di partecipare alle gare non solo le società con interdittiva antimafia, ma anche quelle che nella loro storia si siano macchiate di reati ambientali». Nascerà una sorta di «antimafia ambientale», una blacklist delle aziende «nemiche» dell'ambiente, «perché non bisogna guardare solo alla fase delle indagini, ma innanzitutto a prevenire». Le istituzioni del territorio chiedono anche una riforma organica del sistema sanzionatorio che riguarda i reati ambientali, con l'obiettivo di passare dalle contravvenzioni ai delitti, sulla scia delle misure adottate nel decreto sulla Terra dei fuochi. Nel primo pomeriggio, in pullman, tutti i componenti (circa quindici parlamentari, ovvero rufficio di presidenza allargato agli onorevoli campani) si sono recati alla discarica Resit al confine tra Giugliano e Parete, simbolo della devastazione del territorio con le sue 341nula tonnellate di rifiuti pericolosi sversate negli anni (tra cui oltre 30mila tonnellate di veleni provenienti dall'Acna di Cengio) ma anche emblema del riscatto possibile, con la gara per la messa in sicurezza già avviata per 8 milioni di euro. Da Giugliano il presidente Bindi ha denunciato «lo scandalo del campo rom a ridosso del polo delle discariche, mi ha colpito moltissimo vedere i bimbi giocare tra l'immondizia. La commissione audirà i commissari prefettizi di Giugliano per chiedere le motivazioni di una situazione del genere», ha annunciato. Non c'è stato tempo per la tappa di Casal di Principe, sui luoghi dove si è dinuo vo scavato dopo le dichiarazioni del pentito del clan dei Casalesi, Cannine Schiavone. «Valuteremo con l'ufficio di presidenza se ascoltare alcuni pentiti - ha reso noto il presidente - ma di certo non sentiremo Schiavone, dal momento che nelle recenti interviste non ha detto nulla di nuovo, ma ha raccontato solo fatti e circostanze già accertati dai magistrati in passato». E laddove sono state riscontrate criticità si è già intervenuti con l'inibizione dei terreni agricoli, hanno assicurato gli inquirenti in audizione. Dalla commissione è arrivato anche il sostegno al sistema agroalimentare campano, «che rischia di essere messo in ginocchio da troppi allarmismi», ha insistito Binai. «I cittadini - ha incalzato - hanno bisogno di certezze dalle istituzioni, è stato anche questo il senso della missione campana». Missione che fa registrare anche il ritorno di Forza Italia in commissione, dopo le polemiche per la nomina proprio del presidente. La presenza dell'onorevole casertano Carlo Sarro («la Carfagna era assente per il funerale di Rizzoli e si è scusata», ha precisato Binai) segna un lento ritomo al completo assetto istituzionale dell'organismo.

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