Il governatore «Nei prossimi giorni al Quirinale discuteremo approfonditamente dell'azione di risanamento del territorio»

Napolitano: decreto ok ma su Terra dei fuochi bisogna fare di più

Il presidente incontra Caldoro e De Magistris
Vertice su ambiente e sul bilancio del Comune
6 dicembre 2013 - Adolfo Pappalardo, Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

Una mezza giornata nella sua città con due obiettivi. Il primo: spronare per una nuova legge elettorale; il secondo: informarsi con sindaco e governatore della situazione e chiedere più rispetto per Napoli. E soprattutto un incitamento per risolvere, al più presto, la tragedia della Terra dei Fuochi alla luce dell'ultimo decreto. Che è solo il primo passo importante: strada giustama serve impegno costante. Come sempre accade quando è all'ombra del Vesuvio, il capo dello Stato si muove seguendo anche il cuore. Una giornata intensissima trascorsafra. l'inaugurazione, diprimamattina, della nuova sede del Tigem a Pozzuoli e Palazzo Reale, dove presenzia a un dibattito sui Beni culturali organizzato dalla fondazione Mezzogiorno-Europa, di cui è uno dei fondatori. In mezzo una breve sosta a villa Rosebery per pranzo e a mezza sera il ritorno a Roma. Niente prima al San Carlo come andava vociferando qualcuno ma al Quirinale per studiare il dossier Italia. A cominciare dalla legge elettorale con l'idea di prendere carta e penna e vergare un monito perle prossime ore. E d'altronde, stavolta a Napoli, non c'è lamoglie Clio. Niente eventi mondani, quindi, nonostante il presidente sia amante dell'opera. Atteggiamento più cupo stavolta, che si vede sin dal mattino. Non scambia alcuna battuta con i cronisti a Pozzuoli durante il taglio del nastro del Tigem, il centro di ricerca di medicina nato con i fondi raccolti da Telethon. Mentre prima di salire al convegno di palazzo Reale, si dirige dritto, come a puntarli, verso i giornalisti in attesa. E pianta i suoi paletti per la riforma della legge elettorale. Primo, e più importante: il Parlamento non è per nulla delegittimato, come va dicendo qualcuno, dalla sentenza della Consulta che ha bocciato il porcellum. Secondo: ora non ci sono più scuse e modificare la legge elettorale. Bisogna andare avanti. E presto. Tuttavia, il Presidente della Repubblica, trova il tempo per ascoltare la città e la Regione, ovvero chi le rappresenta. Intrattenendosi, in ordine rigorosamente cronologico, per colloqui privati. Prima con il sindaco Luigi de Magistris, poi con il governatore Stefano Caldoro. Ascolta quello che è stato uno sfogo - condito da fatti concreti - il primo cittadino che sottolinea con forza al Presidente l'importanza del lavoro compiuto dall'amministrazione. Sul fronte del piano di riequilibrio finanziario, che ora deve passare alla sezione generale della Corte dei Conti. Un'operazione vitale dopo un durissimo lavoro che ha visto i sacrifici di tutti, napoletani per primi. Però de Magistris sottolinea a Napolitano che ora la svolta è davvero vicinaperché con i conti a posto molte vie precluse prima, ora si apriranno. Il Comune ha accorciato i tempi di pagamento da quattro anni ad un anno e mezzo garantendosi cosi l'apertura dei cantieri che servono a Napoli: investimenti, grandi progetti, la metropolitana, la crescita del turismo. A proposito di turismo de Magistris ha consegnato a Napolitano tutta la sua amarezza per le cam pagne di stampa delle ultime settimane: dall'acqua non potabile alle classifiche sulla qualità della vita, che rischiano di azzerare i sacrifici fatti. E quelli che si stanno facendo per salvare Ansaldo, per esempio, e il San Carlo. Non a caso al colloquio a un certo punto ha partecipato il ministro per la Cultura Bray. Ghiotta occasione per tutelare il Massimo napoletano dal decreto cosiddetto«salva-cultura»cheriscMainvece di dare un colpo mortale al San Carlo, ente con i conti m regola. Quindi il governatore che introduce al Presidente l'argomento «Terra dei fuochi». Una discussione sul decreto appena approvato, un tema sul quale ha ricordato Caldoro - il Capo dello Stato ha tenuto sempre una posizione molto chiara ovvero quella di chiedere un intervento complessivo delle Istituzioni. Il presidente della Regione ha ricordato a Napolitano il suo impegno sulle tematiche ambientali che non è certo di questo giorni ma molto più datato. Ma nei prossimi giorni è previsto un nuovo contato tra governatore e Presidente sempre sulla Terra dei fuochi. Con l'obiettivo di fare presto.

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