Il ministro illustra i contenuti del decreto legge «Test per i terreni agricoli e disiniquinamento»

Terra dei fuochi, via alle analisi Orlando: «La Procura informerà i Comuni sui rifiuti interrati»

Orlando: dialogo Procure-Comuni, nessuno avrà più alibi
3 novembre 2013 - Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Il  ministro Andrea Orlando anticipa i contenuti del decreto-legge sulla Terra dei fuochi che arriverà oggi in Consiglio dei ministri. Innanzitutto fondi per le bonifiche dei territori inquinati, ma anche per le aialisi dei terreni agricoli e per la caratterizzazione, per stabilire dove si potrà continuare a coltivare e dove no. Inoltre, il ministro annuncia che le Procure dovranno informare in tempo reale le amministrazioni comunali in caso di notizie giudiziarie che riguardino interramenti di veleni.
NAPOLI — Per una giornata è in campagna elettorale, capolista nella sua La Spezia per Gianni Cuperlo. Ma oggi, il ministro per l'Ambiente, Andrea Orlando, sarà relatore in consiglio dei ministri per l'atteso decreto legge sulla Terra dei fuochi.
Ieri il premier Enrico Letta e il governatore Stefano Caldoro si sono incontrati a Palazzo Chigi. Hanno parlato dei 600 milioni di fondi europei a partire dalla nuova programmazione 2014-2020 da utilizzare per le borufiche. Di realizzare uno screening di massa tra i cittadini dell'area tra Napoli e Casería, pagato dalla Regione Campania a patto, però, che si sfori il patto di stabilità. Ma restano alcuni nodi. Quali terreni sono coltivabili? Quale cibo mangiare? E poi verrà affrontato mai il bubbo ne Resit? E quello dei milioni di ecoballe stipate in Campania?
Ministro Orlando, partiamo dai punti fermi. Cosa prevede il decreto legge? «Affronta in modo organico il fenomeno e arriva a valle di altn provvedimenti: il finanziamento della differenziata, il protocollo sugli pneumatici. Ora, dopo un confronto serrato, affrontiamo gli aspetti repressivi. Ci saranno norme che inseriscono un aggravante per ogni forma di sversamento e abbandono di ingombranti e incendi. E toglieremo molti alibi alle amministrazioni locali».
In che modo? «C'è una norma che prevede il passaggio di informazioni in fase processuale alle amministrazioni locali»
Ci spiega meglio cosa vuoi dire? «Se durante un'inchiesta si viene a sapere di un interramento di veleni, di uno sversamento illegale, l'autorità giudiziaria informerà direttamente i sindaci e gli amministratori locali di quello che accade. Così che si potrà subito provvedere alla bonifica. Nes- suno avrà più alibi. Nessuno potrà dire più: io non sapevo».
Fondamentale, in questo momento, per i campani e a tutela dei produttori è sapere cosa arriva sulle tavole. «E, infatti, una parte fondamentale del decreto riguarda la classificazione dei suoli per sapere se sono coltivabili o meno sulla base di parametri certi dati dal ministero dell'Ambiente, dell'Agricoltura, in collaborazione con la Regione. Inoltre tutti i soggetti che hanno già fatto analisi vengono messi in rete. Oltre a sottoscrivere un accordo di programma per la rimodulazione dei fondi europei per finanziare le bonifiche».
Non si può parlare di bonifiche senza nominare la Resit. A maggio a Casería disse, in estrema sintesi, che il governo non aveva i fondi per bonificare quell'area. Lo conferma? «Mspetto a maggio, sono meno pessimista. Per la Resit c'è già un progetto di messa m sicurezza e penso che cominciamo ad avere una disponibilità anche grazie al fatto che il ministro Trigilia si è Ladedilone la commissione Difesa della Camera ha licenziato it testo definitivo della proposta di legge. ora al vaglio deità Comrmssfone Bilancio: stabilito ii numero di unità dei contingente e la durata della missione. comprese tè proroghe. La commissione Difesa della Camera. presieduta da Elio Vito, ha licenziato ii tesso definitivo della proposta di legge per l'Esercito nella terra dei Fuochi. Approvati gli emefìdamenìi, ora farticoiato passa al vaglio de!ia commissione Bilancio, Stabilito il numero disoldati che faranno parie del contingente militare, che è pari ad 850, La durata della missione nelle zone a rischio defla Campania si spinge fino ai 2 anni, proroghe comprese. 111(00 SI testo dispone che i prefetti delle province campane ne!l'ambito di operazioni di sicurezza e di controlio dei ierritorio. prioritariamente finalizzate alla prevenzione di delitti di criminalità organizzata ed am&ientaie, sono automati ad avvalersi dì un contingente massimo di 850 unità di personale militare delle Forze Armate, I militari agiscono con le funzioni di agenti di pubblica sicurezza. Dunque, stando al dettato della norma, i soldati potranno fermare e identificare chi inquina ia terra sverssndo rifiuti pericolosi o accende roghi tossici, secondo quanto già prevedono ie leggi di pubblica sicurezza in materia detto disponibile all'utilizzo dei fondi per la Coesione. Sinora abbiamo sentito cifre diversissime, però».
Si è parlato di un miliardo. «Mi pare che le cifre sono meno significative, m tutti i casi ora i soldi ci sono. Mi mantengo cauto solo per onestà».
E i milioni di ecoballe? Nel piano regionale resta l'inceneritore di Giugliano. «Le ecoballe sono un'altra questione che non c'entra con il decreto legge. Ora si chiuderà il tavolo scientifico che ha valutato altre soluzioni, attendiamo i risultati. Abbiamo lavorato seriamente».
Quindi l'inceneritore di Giugliano non si farà? «Non si può escludere niente, attendiamo i risultati. Quello che posso dire è che l'inceneritore non è l'unica ipotesi».
Non esistono dati scientifici ma secondo lei c'è un nesso tra l'aumento delle patologie tumorali e l'inquinamento? «Ad oggi possiamo dire che dû ha vissuto in un contesto malato è stato esposto al rischio, dobbiamo solo valutare il quantum non il se. Dobbiamo rovesciare il ragionamento. Non si può escludere che ü concorso di più fattori abbia creato effetti sulla salute delle persone. Senza arrivare agli allarmismi e ai sensazionalismi. Perciò abbiamo bisogno di una fotografia».
Ministro ma come è possibile che dopo tutto questo tempo parliamo ancora di fotografia, catalogazione dei suoli. È tardi non crede? «Ma non dipende da me, scusi. La fotografia è l'antidoto alla confusione. Lo sa che in Italia non esistevano, sino ad oggi, parametri per catalogare i suoli in agricoltura? Abbiamo, giuridicamente, dovuto ricavere i parametri basandoci su quelli che si usano per le aree verdi dove giocano i bambini».
E come è possibile? «Non si era mai posto il problema. Perché di solito l'inquinamento riguardava solo le aree industriali. La Campania, anzi la Terra dei fuochi, è un caso unico. È una discarica industriale in un'area agricola. Non s'era mai visto prima».
Secondo lei sarà no food un'area molto vasta? «No, sono convinto che sarà circoscritta e definibile in tempi rapidi».
Lei è al governo da poco, cosa ha trovato nei cassetti del ministero sulla Campania? «Nulla perché si è sempre ritenuto che fosse un problema locale, solo l'allarme l'ha fatto diventare un caso nazionale».
Quindi ringrazia anche lei i cittadini e don Patriciello? «Io li ringrazio, ma, mi permetta una punta di immodestia, ringrazio anche Orlando. C'ho messo la faccia e ñÚî lavorato tantissimo. Non c'è dubbio, però, che la presa di coscienza e la mobilitazione dei cittadini è stata ed è importantissima».

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