Ultimi ritocchi al decreto: fondi Ue anche per la sanità, il rilancio dell'economia e la sicurezza del territorio

Terra dei fuochi, ecco il piano cabina di regia per le bonifiche

Oggi Caldoro da Letta. Fondi anche per sanità e rilancio dell'economia
Sarà necessaria un'azione di contrasto alle mire dei clan sugli appalti
2 dicembre 2013 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

Fermare i veleni nella Terra dei fuochi e avviare le bonifiche: di questo parleranno oggi il premier Enrico Letta e il governatore campano Stefano Caldoro. L'appuntamento è nel pomeriggio a Palazzo Chigi: c'è da capire come potranno essere reperite le risorse per le bonifiche. Una quota significativa degli interventi, ha chiarito più volte Caldoro, saràgarantitaconifondi europei che spettano alla Regione. Al ministero della Coesione territoriale, guidato da Carlo Trigilia, si sta lavorando senza sosta in vista del Consiglio dei ministri di domani: l'obiettivo è tentare di recuperare una ulteriore quota attraverso la riprogrammazione del Piano di azione coesione e dei fondi strutturali (si guarda, ad esempio, a soldi non spesi e a progetti rimasti nel cassetto) m modo da garantire la totale copertura delle operazioni di bonifica.
Un faccia a faccia con al centro un obiettivo preciso: fermare i veleni nella Terra dei fuochi e avviare, in tempi rapidi, le bonifiche per voltare pagina. Ne saranno protagonisti oggi il premier Enrico Letta e il governatore campano Stefano Caldoro. L'appuntamento è nel pomeriggio a Palazzo Chigi, sul tavolo un lungo elenco di nodi da sciogliere. In primis la questione, cruciale, dei fondi: la copertura c'è, su questo non sembrano esserci dubbi. Una quota significativa degli interventi, ha chiarito più volte Caldoro, sarà garantita con le risorse (fondi europei) che la Re gione destinerà alle bonifiche e al risanamento delle aree devastate da roghi e rifiuti tossici: sono già stati stanziati, a tal proposito, circa 300 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 300 milioni per la depurazione delle acque. Ma si cercherà di andare anche oltre. Al ministero della Coesione territoriale, guidato da Carlo Trigilia, si sta lavorando senza sosta in vista del Consiglio dei ministri di domani: Ã obiettivo è tentare di recuperare un ulteriore tesoretto attraverso una riprogrammazione del Piano di azione coesione e dei fondi strutturali (si guarda, ad esempio, a soldinonspesi e a progetti rimasti nel cassetto) in modo da garantire la totale copertura delle operazioni di bonifica. Il ragionamento che si fa a Roma è chiaro: l'emergenza della Campania è un tema nazionale e come tale va affrontato; e allora lo Stato deve mettere in campo ogni misura possibile per aiutare i territori inquinati e le popolazioni che vi abitano. Anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi ieri ha chiesto di destinare fondi europei alla bonifica. Si pensa, in questa direzione, alla creazione di una cabina di regia che avrà il compito di gestire l'enorme flusso di denaro destinato alla Terra dei fuochi e di effettuare i controlli necessari: ne faranno parte i ministeri competenti (Ambiente, Salute, Agricoltura, Interni), la Regione e tutti i soggetti interessati. A coordinarla, ma è presto per dirlo, potrebbe essere direttamente la presidenza del Consiglio. Naturalmente quando ci sono tanti soldi a disposizione, occorre tenere gli occhi aperti. A lanciare l'allarme è stata la magistratura, che da anni segue i traffici illegali dei criminali ambientali: le aziende che hanno inquinato, ha chiarito a tal proposito il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ora sono pronte a riconvertirsi per gestire le bonifiche. Così Letta e Caldoro discuteranno del monitoraggio da attivare per evitare infiltrazioni della malavita organizzata negli appalti. Un altro punto all'ordine del giorno del vertice è lo sprint sui beni confiscati: serve una norma per dirottare sulle bonifiche le risorse sottratte ai clan. Milioni di euro che potrebbero essere funzionali ed essenziali per il progetto di recupero di porzioni di territorio. Tutte operazioni, queste, che dovranno far parte di una strategia unica, di un piano complessivo di tutela e rilancio della Terra dei fuochi e delle altre zone a rischio della Campania. Si pensa, insomma, a un programma in quattro mosse; ordine pubblico e screening sanitario nella primafase, bonifiche e sviluppo economico nella seconda. Per quanto riguarda la difesa delle zone a rischio, non si escludono il ricorso all'Esercito e l'impiego di tecnologie all'avanguardia, come i droni, per mettere fine a roghi e sversamenti. Ancora oggi, infatti, criminali ambientali (spesso «cani sciolti» non legati a clan, tra cui rom ed extracomunitari) per pochi spiccioli appiccano incendi a copertoni, materiali edili e rifiuti industriali. Ecco, con la linea dura si cercherà di arginare questo preoccupante fenomeno. Vanno inoltre studiate forme di incentivi e sgravi per favorire la riconversione «no food» di una parte dei suoli contaminati sostenendo in questo modo le aziende locali mentre, sul fronte della tutela della salute, la Regione chie de al governo una deroga al piano di rientro dal deficit sanitario che consenta di effettuare e ripetere tutte le analisi e i campionamenti nelle zone «rosse» in modo da rassicurare la popolazione anche sulla salubrità dei prodotti agroalimentari e dell'acqua. Sarà, a quanto pare, una risposta corale. Per cercare, così, di recuperare anni di ritardi, distrazioni e complicità delle classi dirigenti che hanno permesso alla camorra di distruggere quella che un tempo era la Campania felix e che negli ultimi vent'anni è stata invece terra di nessuno.

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