Veleni a Pianura: scontro sulle accuse di Schiavone

Processo per i veleni sotterrati a Pianura scontro sulle accuse lanciate da Schiavone

Il pm chiede di acquisire l'audizione del pentito in commissione La difesa: ormai una moda giornalistica
Il pm Buda chiede di portare a dibatti mento anche le relazioni del Noe sugli sversamenti provenienti da Acna di Cengio e Porto Marghera
23 novembre 2013 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Lo scontro in aula - e non poteva essere diversamente - è su quelle dichiarazioni rese dinanzi a una commissione parlamentare: acquisire il verbale di Carmine Schiavone o tenerlo fuori dal processo? Rimettere in gioco, quella audizione rimasta segreta fino a un mese fa o lasciarla al lavoro di inchiesta dei giornali. È il primo punto, lo snodo del processo sulla gestione della discarica di Pianura, al termine di una udienza attesa come accade ormai da mesi - da tanti cittadini che hanno convissuto con la grande gola di Napoli ovest. Giudice monocratico Caputo, c'è una nuova mossa da parte della Procura nel corso del processo che punta a fare chiarezza sulla gestione della ex discarica Di Frabi. Tocca al pm Stefania Buda - magistrato in forza al pool mani pulite, titolare di indagini anche nel campo dell'ambiente - cala re le sue richieste dinanzi al giudice. Si parte dalla ormai nota audizione di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti svolta il 7 ottobre 1997, nel corso della quale Schiavone faceva luce sui traffici illeciti di rifiuti grazie alla regìa della camorra e alla complicità di pezzi delle istituzioni. Dichiarazioni desecretate dal presidente della Camera Boldrini, per altro sostenute dallo stesso Cannine Schiavone nel corso dei diversi processi m cui ha preso parte come collaboratore di giustizia, che ora potrebbero entrare nel vivo dell'atto d'accusa del caso Pianura. Spiega il pm: «Quello che Schiavone dice alla commissione parlamentare fa riferimento proprio alla Difrabi, ai continui sversamenti di rifiuti provenienti anche dal nord - nella discarica di Napoli ovest». Unico imputato il direttore dei lavori per le operazioni di bonifica della ex discarica Difrabi, che punta a dimostrare la propria estraneità rispetto alle accuse vibrate dalla Procura. Tocca al suo difensore, il penalista Roberto Guida, opporsi alla nuova mossa deipm, partendo da una premessa: «Occorre sgomberare il campo da possibili strumentalizzazioni, frutto dell'attenzione mediática sulla terra dei fuochi. C'ècomunque opposizione da parte della difesa ad acquisire l'audizione di Schiavone: si tratta di dichiarazioni rese nel 1997 dinanzi a una commissione parlamentare, non nel contraddittorio delle parti, possono valere da pertanto come documento storico non come elemento di prova». Ma la partita a scacchi tra accusa e difesa ha riguardato anche altri punti dell'inchiesta sulla discarica di Pianura. È stato ancora il pm Buda a chiedere che venissero portate nel dibattimento l'elenco di rifiuti tossici, con tanto di bolle di accompagnamento, ma anche le relazioni delle varie province da cui emerge che anche materiale di risulta della Acna di Cengio o di Porto Marghera è finito nel nostro territorio». E non è tutto. Un processo dalla storia complessa, che toma a rivitalizzarsi, dalmomento che la Procura chiede di acquisire le dichiarazioni di alcuni autisti di camion, a partire dalla testimonianza di un paio di autotrasportatori che «ricordarono di aver compiuto un certo tipo di missioni a Pianura, ricostruendo con la propria versio ne scene molto simili a quelle raccontate dal film Gomorra, tanto per rimanere in tema». Anche su queste ricMeste, c'è opposizione da parte del legale dell'imputato, che ricorda che la gestione da parte di Angelone della discarica è successiva agli sversamenti indicati dalla Procura. Sulla linea del pm, invece, le parti civile (rappresentate dai penalisti Marcella Cuomo, GiuseppinaRoccoe Annalisa Se nese, per un comitato civico cherappreser ta una cinquantina di cittadini; e dall'awc cato Marcello Lombardi per un altro grur pò di residenti nella zona del grande ßçíå so. Processo allo snodo che conta, la parola pa' sa ora al giudice monocratico Vincenzo CE puto che dovrà stabilire se accogliere le r chieste dall'accusa, se rileggere la storia de la gestione della Difrabi a partire dal raccor to segreto - quello di Cannine Schiavone che oggi suscita scalpore a scoppio ritardato. 

Powered by PhPeace 2.6.4