Settantamila in corteo da piazza Mancini al centro. Le richieste: revisione del piano bonifiche, mappa dei siti inquinati e rilancio dell'agricoltura campana

Un Plebiscito di protesta contro i veleni «Bonifiche, vanno fermati i clan» E il governo convoca i comitati

Dai comitati un documento di dieci priorità indirizzato a tre ministri. Ok di Orlando: incontrerà i manifestanti
Le priorità Mappa dei siti, difesa dei prodotti agricoli e no a leggi speciali
17 novembre 2013 - Marco Toriello
Fonte: Il Mattino

La marcia dei 70mila fino al Plebiscito. Ma anche, e soprattutto, un documento, sintesi delle proposte di comitati, associazioni e cittadini, nel quale gli organizzatori del corteo fiumeinpiena indicano dieci priorità per fermare il biocidio. Il movimento chiede la revisione del piano bonifiche che ritiene inadeguato, l'aggiornamento e la diffusione della mappa dei siti inquinati, la partenza del Sistri, ma soprattutto regole stringenti per evitare che le bonifiche siano gestite dalla stessa «cupola affaristico-criminale» responsabile del traffico di rifiuti tossici; la tutela e il rilancio dell'agricoltura campana. Dai comitati, quindi, è partita una lettera indiriz zata ai tré ministri più direttamente coinvolti nella questione Terra dei fuochi - Andrea Orlando (Ambiente), Nunzia De Girolamo (Agricoltura) e Beatrice Lorenzin (Sanità) - con la richiesta di essere ricevuti a Roma. E proprio da Orlando è arrivato, a stretto giro, il primo ok al confronto.
Striscioni, foto, slogan e tanta rabbia nei confronti di chi ha avvelenato un'intera regione. Ma anche, e soprattutto, un documento, sintesi delle proposte di comitati, associazioni e cittadini, nel quale gli organizzatori del corteo " fiumeinpiena" indicano dieci priorità per fermare il biocidio. Un decalogo che, nei prossimi giorni, gli esponenti del movimento presenteranno anche al governo. Dai comitati è infatti partita una lettera indirizzata ai tré ministri più direttamente coinvolti nella questione Terradeifuochi Andrea Orlando (Ambiente), Nunzia De Girolamo (Agricoltura) e Beatrice Lorenzin (Sanità) - con la richiesta di essere ricevuti a Roma. E proprio da Orlando è arrivato, a stretto giro, il primo ok: il ministro dell'Ambiente ha infatti assicurato che incontrerà al più presto i promotori del corteo che ieri ha visto sfilare 70mila manifestanti da piazza Mancini a piazza Plebiscito. Ma quali sono i dieci interventi che " fiumeinpiena" ritiene essenziali per dire finalmente «stop al biocidio»? Al primo punto c'è una questione di metodo, quello della partecipazione e del confronto con i cittadini, che le istituzioni, nazionali e locali, dovranno adottare per ogni decisione e proposta che riguardi i territori. Poi c'è il capitolo più importante, quello delle bonifiche. Il documento è chiaro: «II piano regionale delle bonifiche, appena approvato, è inadeguato e va profondamente rivisto». Il movimento chiede l'aggiornamento e la diffusione della mappa dei siti inquinati, la realizzazione del Sistri, ma soprattutto regole stringenti per evitare che le bonifiche siano gestite dalla stessa «cupola affaristico-criminaie» responsabile del traffico di rifiuti tossici. Terzo punto, strettamente collegato al secondo: la tutela e il rilancio dell'agricoltura campana, «asse portante dell'economia regionale», attraverso la messa in sicurezza dei campi inquinati, l'intervento sulle falde avvelenate e un'analisi delle produzioni ortofrutticole, «per restituire certezze agli agricoltori e serenità a chi acquista i prodotti delle nostre terre». Ancora: «Chi ha inquinato deve pagare», dunque è necessario istituire un fondo per le bonifiche finanziato dal denaro confiscato alla camorra per gli sversamenti illeciti e dalle imprese che hanno inquinato. Sul tema delle sanzioni, le richieste sono rivolte a tutti i livelli istituzionali: all'Europa, perché istituisca il reato di ecocidio; al governo, perl'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale; alla Regione, perché approvi la legge per la prevenzione degli sversamenti; ai sindaci, perii raggiungimento della quota del 65% di raccolta differenziata. Il sesto punto del decalogo è un secco no alle leggi speciali (in nome delle quali «sono stati commessi arbitrii inconcepibili contro le leggi ordinarie») e alla militarizzazione del territorio. Capitolo salute: secondo ilmovimento bisogna individuare un piano sanitario pubblico specifico per le zone colpite dagli sversamenti e istituire «immediatamente ed effettivamen te» il registro campano dei tumori. Durissima la posizione di " fiumeinpiena" sul piano regionale dei rifiuti, che «va ritirato e completamente riscritto», con l'annullamento del bando per l'inceneritore di Giugliano, la progressiva chiusura degli impianti a combustione già presenti sul territorio campano e «la certezza che non vengano aperte più discariche». La posizione del movimento, insomma, è che «dò che non si può smaltire non può più essere prodotto». Ancora: stop ai roghi tossici, con l'adozione di una strategia sì dissuasiva, «ma anche orientata a promuovere un conferimento ordinario dei rifiuti speciali». Infine, il decimo «comandamento»: per uscire dalla crisi ambientale, sostiene il movimento, è necessario uscire anche dalla crisi sodale. Dunque, fermare il biocidio vuoi dire necessariamente «rivendicare anche welfare, casa, diritti essenziali, investire su un'istruzione pubblica e una ricerca capaci di formare coscienze e competenze in grado di promuovere un diverso modello di sviluppo perla nostra Regione».

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