Il primo cittadino attacca l'Espresso: «Chiederemo un miliardo di euro di risarcimento»

Inchiesta-choc, il sindaco: «Stanno diffamando Napoli»

Ma la direzione del settimanale replica: «Invece di querelare ci dia delle risposte sullo stato delle acque». Insorge la politica. L'azienda idrica controbatte: «È tutto nella norma»
16 novembre 2013 - Bruno Pavone
Fonte: Roma

NAPOLI. Senza se e senza ma. Secondo il sindaco di Napoli l'inchiesta dell'Espresso è diffamatoria e chiede oltre un miliardo di euro al direttore dell'Espresso che ieri mattina ha pubblicato un'inchiesta-choc sull'inquinamento delle acque di alcune zone di Napoli, della sua provincia e del Casertano. E un fiume in piena il sindaco durante il suo intervento nel consiglio comunale che si è svolto ieri in via Verdi. Lo aveva annunciato già in mattinata. Si aggirava nei corridoi di via Verdi, inquieto: «Non mi ha fatto dormire stanotte questa copertinai. Si rigirava la rivista tra le mani: «Oggi sono veramente arrabbiato». Apriva di nuovo il giornale. Lo richiudeva. «Il titolo. Il titolo è sbagliato - ha continuato a ripetere - Voi capite che danni hanno ricevuto i napoletani? Dopo intervengo. Ho le idee chiare». Promessa mantenuta. Il Primo cittadino di Napoli in aula, in presenza degli assessori e dei consiglieri comunali ha affermato che farà causa all'Espresso «civile e penale». «Questa non è pagina di cattiva informazione - ha cominciato - ma un attacco alla città di Napoli. Il titolo è diffamatorio. L'espresso si legge in tutta Italia e Napoli è stata colpita duramente. Io parlo da sindaco e da napoletano - ha ribadito - e penso sia inaccettabile». Nella delibera firmata ieri pomeriggio si da mandato all'Avvocatura comunale di agire per vie legali, l'amministrazione chiederà un miliardo di euro di risarcimento. Il sindaco ha parlato di un vero e proprio attacco alla città premeditato: «Come mai si muovono oggi nei confronti di una città che nel 2014 sarà in avanzo, in cui crescono più che altrove i flussi turistici, in cui si è dato seguito alla volontà espressa dal referendum che ha sancito l'acqua pubblica». De Magistris si è riferito a poteri forti, ai politici che vogliono il male della città: «Napoli è sotto attacco per ché c'è chi vuole mettere le mani sulla città. L'acqua qui è più controllata che altrove - ha continuato - Non so come quantificare i danni, ma credo che un miliardo di euro si deve chiedere. Ci aiuteranno a bonificare le nostre terre. Per me le parole sono più pesanti delle bombe. E non è un caso - ha spiegato l'ex magistrato - che le mafie non hanno più utilizzato le bombe, ma sono andate alla conquista delle stanze del potere. Per me questa copertina - ha dichiarato amareggiato - è peggio dei proiettili». Una interrogazione urgente al ministro della Salute Lorenzin, al presidente della giunta regionale della Campania Caldoro, al sindaco di Napoli de Magistris ed al prefetto di Napoli Musolino è stata predisposta da Marco Di Leilo, presidente dei parlamentari del Psi, e dal consigliere regionale del Psi Corrado Gabriele, sulla situazione e la consistenza del pericolo di inquinamento delle acque potabili. «Vogliamo sapere cosa dicono - si legge nell'interrogazione - il ministro e le autorità locali sui risultati delle analisi e se intendono approfondire la questione anche ricorrendo ad indagini ed esami specifici straordinari». -

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