Acerra I comitati ambientalisti puntano il dito contro la Fri-El

Energia dalle biomasse, interrogazione a Lettieri

16 novembre 2013
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Acerra, territorio perennemente in deroga per le attività industriali e dove troppe aziende producono senza valutazione di impatto ambientale. Ed anche zona dei Pellini, gli imprenditori del compost-tossico condannati in primo grado, che qui viaggiavano in elicottero per atterrare in lussuose ville. All'indomani di un incontro dei consiglieri comunali e degli ambientalisti col procuratore di Noia, Mancuso, i grillini già scontratisi polemicamente con la stessa Procura tornano alla carica con una interrogazione al primo cittadino Raffale Lettieri - pubblicata sotto forma di petizione su Change.Org - che ha per oggetto l'«Emissione di un'ordinanza ad horas per sospensione attività Fri-El». E l'iniziativa degli ambientalisti di area Cinque Stelle, soprattutto ad Acerra molto attivi su impianti del genere — ma molto meno, invece, curiosamente, a Casalnuovo dove pure è attivo l'inceneritore RamOil — è diffusa da Redazione NeWage all'attenzione dei cittadini. «Petizione fondamentale — spiegano — per la salubrità a livello locale e nazionale perché un'azienda senza V.I.A. (valutazione d'impatto ambientale) incide negativamente sul territorio e sull'intera filiera alimentare». Eccone il testo: «I sottoscritti cittadini campani premesso che l'industria Fri-El (centrale a biomasse) sita in zona Montefibre è on impianto inquinante autorizzato dalla Regione senza VIA.» nell'area «già compromessa da altri impianti avvelenanti, come dimostrato da analisi che rilevano policlorobifenili (Pcb), inquinanti tossici più della diossina» e «come emerge dalle rilevazioni fatte su campioni di olio di palma prelevati all'interno dell'impianto» e dunque posto che «il Sindaco è legittimato ad emanare ordinanze urgenti per far fronte ad un pericolo imminente» si chiede allora «l'immediata emissione di un'ordinanza ad horas per sospenderne l'attività». Acerra, malgrado fosse stata attenzionata del Governo per l'inquinamento ambientale all'epoca della moria di pecore «alla dios sina», resta uno dei distretti industriali più attivi della Campania, con aziende che sversano attraverso impianti di depurazione non in funzione direttamente nei Regi Lagni. Nel caso della Fri-El, sono di gennaio 2013 gli ultimi risultati delle analisi commissionate più volte dal Comune su campioni di olio di palma bruciato dall'azienda. Dalle analisi del laboratorio DE.FLAM. di Serino è confermata la presenza di policlorobifenili (Pcb) e policlorotrifenili (Pct) negli olii. La Fri-El produce e vende energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili, nello specifico oli vegetali che già furono oggetto di controlli nel 2011, quando campioni furono esaminati dai tecnici del laboratorio Lem della Camera di Commercio: anche allora vennero riscontrate tracce di policlorobifenili. Nei risultati protocollati dalla municipale, si legge: «II campione risulta costituito da olio di palma grezzo, sono stati rinvenuti Pcb che non essendo assolutamente componenti di un olio sia pure grezzo denotano l'aggiunta di olii di sintesi esausti o potrebbe trattarsi di olio di palma ottenuto dai suoli contaminati o venuto in contatto con recipienti contaminati». D Comune di Acerra già nel 2003 rinveniva terreni contaminati, anche da rame e piombo, vietando le coltivazioni in località Sannereto. L'altro giorno al procuratore di Noia è stata consegnata una relazione zeppa di denunce «rimaste lettera morta per anni»: occultamento di rifiuti tossici nei terreni, inquinamento industriale e altri abusi o azzardi impuniti, come l'uso dei pozzi agricoli dichiarati inquinati e inutilizzabili con ordinanza sindacale del 2005, ordinanza mai applicata. E la Regione cosa fa? Carica anche di più il distretto industriale: ha appena dato via libera alla società Eco-Drin per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi.

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