Oggi a Napoli il «Fiume in Piena»: decine di migliaia al corteo per la Terra dei Fuochi. I vescovi benedicono «Stop Biocidio»

Da Taranto ai No-Triv irpini: ecco chi non fa finta di niente

Legambiente Dizionario dell'ecocidio: dal '91 al '93 sono stati sversati nella Terra dei Fuochi 10 milioni di veleni
16 novembre 2013 - M.L.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Possono continuare all'infinito, i vari Velardi o Adinolfi. Potranno ridere al telefono quanto vogliono, i vari Vendóla o gli sciacalli che hanno lucrato sulle piaghe delle comunità peggio inquinate e martoriate, dal traffico dei rifiuti speciali Nord-Sud come dai terremoti. Oggi sarà «nume in piena», a Napoli. Un fiume che scorre anche da Taranto, Bari, Modena, sino alla Campania. E «hai ancora il coraggio di fare finta di niente?», è lo slogan della manifestazione che con ogni probabilità porterà in piazza decine e decine di migliaia di persone. Come dire: non ne hai sentite abbastanza? Non ne hai abbastanza dell'ignavia o peggio della complicità della politica e dei servizi, del sarcasmo sprezzante di chi cerca di rientrare nei salotti radicai che contano, dell'immobilismo politico malgrado gli allarmi lanciati già molti anni fa dal pentito Schiavone come dalla Us Navy che ha sloggiato i suoi militari dalla provincia di Caserta per i veleni finiti nell'acqua? Le realtà che scendono in piazza, accanto ai comitati di sempre ed ai suoi portavoce, la comunità di don Patriciello, i «Fiume in Piena»: decine di migliaia al corteo Fuochi. I vescovi benedicono «Stop Biocidio» medici dell'Isde con Antonio Martella, sono davvero un fiume. Tutti i vescovi della Campania sono con i manifestanti di «Stop Biocidio» (concentramento in piazza Mancini alle 14.30). Ci saranno anche la Fiom o Libera o Legambiente, che per l'occasione mette insieme i numeri delle rotte dei rifiuti tossici in un "Dizionario dell'ecocidio": in 22 anni, dal '91 al 2013 , sono stati sversati nella dei Fuochi, tra Napoli e Caserta, «io milioni di tonnellate di veleni», 82 le inchieste per traffico di rifiuti, 915 le ordinanze di custodia cautelare, 1.806 le denunce e 443 le aziende coinvolte per lo più settentrionali, come l'Acna di Cengio o la Caffaro di Brescia; ci saranno le Assise del Mezzogiorno che denunciavano gli scempi dei commissariamenti già quando Bassolino dava il via libera alle «piramidi di ecoballe» a Taverna del Rè, preservando il combustibile Fibe per l'inceneritore in un Comune già avvelenato dalla Montefibre, Acerra; c'è il Coordinamento Campano per l'Acqua Pubblica, in piazza «contro la speculazione sui beni comuni, la privatizzazione di acqua e dei iservizi di smaltimento dei rifiuti, contro il Ddl proposto dalla giunta Caldoro che riorganizza la svendita del servizio idrico». Ci saranno i comitati irpini contro le trivellazioni: oggi il nuovo fronte ambientalista, il nuovo attacco al territorio è rappresentato dalla deregulation del petrolio: trivelle e tracking già banditi dal governo spagnolo minacciano le risorse idriche dell'intero Mezzogiorno, m Irpinia, terra già a rischio terremoto. Un Progetto di ricerca di idrocarburi interessa un'area di 700 kmq ed a breve, presso il Settore Tutela Ambiente della Regione, verrà esaminata una istanza di Valutazione d'Impatto Ambientale per la realizzazione di un primo pozzo Comune di Gesualdo da Venosa, a 300 metri dal centro. È la follia di un neoliberismo ormai senza treni e nocivo, che spazza via risorse e futuro delle comunità, e che mira alle zone, le ultime, ancora incontaminate della Campania. «Abbiamo bisogno di aiuto», dicono gli irpini memori dei pestaggi subiti per la realizzazione delle discariche di Savignano Irpino e Fragneto: l'Irpinia conta poco più di 400.000 abitanti, rischia di rimanere isolata ma si batte per l'acqua dell'intero Mezzogiorno e almeno oggi saranno parte di un «Fiume in piena». Scrive don Maurizio Patriciello su Avvenire: «La città sarà sommersa da un fiume di giovani, bambini, adulti che ancora una volta gridano il loro no a una camorra onnivora e onnipresente e a uno Stato distante, pigro e negligente. Un fiume di persone che vogliono essere interpellate e ascoltate nelle decisioni importanti che riguardano la loro vita , i loro figli, il loro futuro... In Campania, da anni, era in atto un dramma di cui non sempre e mai pienamente ci si rendeva conto. Un dramma tenuto nascosto. Nascosti i rifiuti industriali e nascoste le notizie che dovevano essere gridate ai quattro venti. Nascosti i responsabili di tanta infamia e anche le inchieste che il Parlamento ordinava e conduceva. Poi è successo qualcosa. La pentola è stata scoperchiata—Oggi si combatte perché è impossibile non farlo. Starsene con le mani in mano diverrebbe complicità. Se è stato possibile lo scempio che ci uccide è stato anche grazie a tanti che hanno taciuto».

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