L'ex presidente dell'Asìa, allontanato da de Magistris, boccia il modello di raccolta scelto dalla giunta

Differenziata, affondo di Rossi "Qui c`è un sistema sbagliato"

6 novembre 2013 - Bianca De Fazio
Fonte: Repubblica Napoli

UN PASSAGGIO velocissimo in città. Giusto il tempo di presentare, ieri pomeriggio, il libro "C'è chi dice no" scritto da Raphael Rossi con Alberto RobialieStefano Dipolito (edito da Chiarelettere), il volume che racconta, trale altre, l'esperienza napoletana di Rossi. L'uomo che de Magistris volle presidente di Asia per un pugno di mesi appena - prima di liquidarlo con unsmsedunaconferenza stampa - ripercorre gli entusiasmi di quellastagione«troppobreve»e confessaqualche«rammarico». «Il sindaco de Magistris ha avuto il merito, appena eletto, di metter su un nuovo modello di gestione, ad esempio chiamando me alla guida diAs'ia, ma non è riuscito a trasformare questo grande sforzo in progetto di lunga durata». Il che riguarda la questione rifiuti, ma non solo. Eppure è sui rifiuti che si appuntano, adesso, nuove critiche di Raphael Rossi. «In pochi mesi riuscimmo afarcrescerela differenziata a Napoli di 10 punti. La partecipazione dei cittadini, su questo fronte, ma non solo, fece della città un'eccellenza nazionale. Adesso, invece, la differenziata segna il passo. E non lo dico io, ma i dati ufficiali». Mentre ci si avvia verso una differenziata incoerente con l'esigenza di riciclare i materiali. «Napoli sta andando verso un sistemadi raccolta che differenzia solo tra secco eumido. Un sistemaerrato. Perchéperriciclare è necessario che i materiali siano tutt'altro che misti». Dove il riciclo è realtà attiva e produttiva, la differenziata differenzia sempre più tra i materiali e richiede che siano di sempre migliore qualità, sempre più selezionati. «Il contrario della differenziata che separa solo secco da umido». Se la rivoluzione arancione si è arenata «nella distanza tra ciò che si è dichiarato e ciò che si è fatto», se«l'amministrazionede Magistris ha avuto il coraggio di innovare, ma poi ha cominciato ad avvitarsi su se stessa», se «i "no" che ho detto, anche a Napoli, non volevano essere gesti isolati e chiusi, ma volevano co struire il "noi"» chiamando anche altri cittadini alle loro responsabilità, «lamia esperienza napoletana - aggiunge Rossi mi ha fatto sentire vicina una porzione grande di cittadinanza». Una cittadinanza che Rossi definisce «generosa» e che, aggiunge, «mi ha insegnato mol to». Smentendo le sue «precedenti convinzioni» su Napoli. «Qui ho imparato, ad esempio, quanto conta, in qualsiasi processo di rinnovamento, il ruolo del cittadino. Quanto conta, in particolare, la presa di coscienza dei cittadini. Non fosse stato per loro, non saremmo riusciti a raggiungere, m pochi mesi, obiettivi importanti sul fronte della differenziata».

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