L'assoluzione di Bassolino pesa sui procedimenti ancora aperti. La storia dei funzionari innocenti ma licenziati Le inchieste, gli scenari

Flop rifiuti, la procura studia le mosse

Bassolino e Pansa altri due processi per la crisi dei rifiuti
Possibile la richiesta di rinvio a giudizio per l'attuale capo della polizia
6 novembre 2013 - Leanrdo Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Collaudi e percolato. Sono gli ultimi due processi napoletani che riguardano la crisi dei rifiuti in Campania, nati dal seno delle indagini sulla gestione del commissariato antirifiuti. Dopo il flop del processo che ha visto imputati vertici Impregilo e del commissariato, dopo l'assoluzione di Bassolino e di tutta la catena di comando (tra pubblico e privato) della regia antiemergenza, in Procura si studiano le mosse. A Napoli ci sono due procedimenti che riguardano vicende analoghe, nate dalle indagini dei due ex pm del Centro direzionale Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Due procedimenti in due stadi differenti. L'ultimo in ordine di tempo riguarda la gestione del percolato. Percolato
Sulla storia del liquame di risulta delle discariche, e' è stata di recente una doppia mossa da parte della Procura. Da un lato è stato chiesto e ottenuto l'archiviazione per l'accusa di associazione per delinquere; dall'altro è stata anticipata una possibile richiesta di rinvio a giudizio per il reato di traffico illecito di rifiuti. Un doppio sbocco investigativo dell'inchiesta che vede coinvolto il capo della Polizia Alessandro Pansa, per il suo mandato di prefetto a Ñapo õ. Basta sfogliare la richiesta di archiviazione inoltrata qualche tempo fa al gip collegiale (formato dopo l'emergenza rifiuti del 2008) per l'accusa di associazione per delinquere. Scrivono i pm napoletani, a proposito di Pansa, ma anche degli excommissari Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, Leonello Serva e per l'exdirigente del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini: «I predetti hanno realizzato condotte tali da integrare il delitto di traffico organizzato di rifiuti, che viene elencato al capo b dell'avviso di conclusione delle indagini e poi dalla richiesta di rinvio a giudizio che questo ufficio avanzerà; in particolare, gli indagati hanno consentito e hanno adottato specifici atti per consentire lo stoccaggio e lo smaltimento del percolato delle discariche diVillaricca e Macchia Soprana presso impianti e vasche inidonee, non ancora soggetti a collaudo e nonostante che alcune analisi dell'Arpac e altre relazioni tecniche offrissero chiaramente l'evidenza della necessità di bloccare o comunque impedire i conferimenti, e senza considerare che alcuni impianti di depurazione non risultavano neppure dotati di autorizzazione provinciale allo scarico in acque superficiali (quindi scrivono i pm - dovevano essere addirittura chiusi)». Inchiesta condotta dal pool anticamorra dell'aggiunto Gianni Melillo (il traffico dei rifiuti oggi è di competenza della Dda) e dal pm Ida Teresi, le prossime mosse attese a stretto giro.
I collaudatori
Nel 2009 furono arrestati (ai domi ciliari) docenti universitari, professionisti nel campo dei collaudi, manager di aziende private. Un'inchiesta che attende ancora un verdetto di primo grado, che puntava a fare luce sulla parte finale del ciclo di raccolta dei rifiuti creati all'inizio del 2000 con la nascita dei sette impianti di cdr: i collaudi, vale a dire i test, che servivano a certificare il funzionamento degli impianti stessi. Indagini che battevano su un punto in particolare: un presunto connubio tra pubblico e privato, tra commissariato dei rifiuti e specialisti di volta in volta chiamati a verificare come andavano le cose a valle del procedimento di conferimento dei rifiuti. Nelle prossime settimane, attesa perla sentenza di primo grado.

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