Bassolino: ho sbagliato in politica, ma sono un uomo onesto

Bassolino: «Ora ricevo sms, ma tanti in questi anni si sono dimostrati ingrati»

Sui rifiuti ce l'ho fatta, ce l'abbiamo a dall'emergenza. Ho politicamente, ma un nonio onesto. E questo è importante per me e Napoli
Tutti assolti al processo rifiuti in Campania. Bassolino si ricandiderà. Verrà rìvotato. E ricomincia giro. Popolo di merda suona male? Mario Adinolfi
5 novembre 2013 - Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — «Ho un cellulare vecchio che non so maneggiare, mi stanno arrivando tanti messaggi e non so neanche rispondere». Il  telefono di Antonio Bassolino torna a squillare. «Eppure so io cosa ho provato, da solo, in questi anni. Finalmente è arrivata la sentenza: anche quando ho commesso errori sono stato onesto, questo è importante per Napoli e per me».
Assolto perché il fatto non sussiste. C'è una verità giudiziaria, che è ben diversa da quella politica. «Vuole che non lo sappia? Vuole che io non sappia che c'è stato un problema? Sono l'unico che lo ha detto. Sono l'unico che si è preso la responsabilità di tutto».
Cos'è che non ha mandato giù in questi anni? «C'era stato un corto circuito tra la vicenda politica dei rifiuti e la vicenda giudiziaria. Si sono messe assieme due cose diverse».
Invece ieri il collegio giudicante l'ha assolta. E nonostante i pm avessero chiesto la prescrizione per tutti i reati pur ritenendo che lei avesse «concorso nella perpetrazione degli stessi». «È di grande importanza la sentenza perché era intervenuta la prescrizione e la cosa più semplice, per i giudici, era prenderne atto. Non lo hanno fatto perché hanno constatato che non c'erano fatti illegali. E questo significa che c'è stata autonomia di giudizio da parte loro. Quanto a me, a differenza di tanti altri uomini politici italiani, non ho mai detto nulla contro la magistratura, ne ho sempre avuto rispetto e fiducia».
Perché era sicuro di essere assolto? «Certo. Avevo la coscienza pulita, sapevo di non aver fatto nulla». Se i reati fossero stati prescritti, invece? «Sarebbe rimasta un'ombra. E già mi immaginavo il ditino di molti puntato contro. Sono contento della decisione del tribunale che ha agito autonomamente. Questa sentenza mi dice che facevo bene ad avere fiducia nei magistrati, anche se solo io so quello che ho passato. Ne sarebbe uscito tramortito pure un toro e sarebbe stata cancellata politicamente un'esperienza se non avessi avuto la storia che ho cercato di avere. Iniziata quando da ragazzino andavo sotto le fabbriche: non ci ho guadagnato nulla da questa vicenda, anzi ci ho perso solo, come immagine e politicamente».
Cosa vuoi dire: non ci ho guadagnato nulla? «Che tra l'altro sono stato l'unico commissario che non ha mai perce- pito un compenso».
Nelle poche righe di agenzia ha ringraziato solo i suoi avvocati e i suoi familiari. «Gli unici a starmi vicino e a credere in me, a differenza di vari opportunisti».
E chi sono questi traditori? «La politica non è una fede, non esistono traditori, ma ingrati e opportunisti e loro lo sanno, non c'è bisogno che li nomini. Parlo di quelli che scendevano da una barca in difficoltà pur sapendo bene che non avevo fatto nulla di male».
È un giorno di ritrovata serenità per lei, ma, scusi, il dramma dei rifíutí lo hanno vissuto tutti i campani. Non è scomparso. «E io cosa ho fatto se non cercare di dare un contributo? Spero che ora lo facciano anche altri. E la verità giudiziaria aiuta. Me stesso, certo, ma è importante anche per Napoli, perché quella vicenda era stato un colpo per la città. I napoletani possono sapere che hanno avuto un bravo sindaco, che si è dedicato a loro completamente e un presidente che sbagliò nel 2005 a ricandidarsi perché già governava da diversi anni. Comunque un presidente che nei trasporti e nella cultura ha fatto cose buone e che nel campo dei rifiuti non ce l'ha fatta insieme ad altri livelli istituzionali».
A chi si riferisce? «C'erano i sindaci, i presidenti di Provincia, i ministri, il governo. Io quella vicenda l'ho caricata sulle mie spalle ma in tanti non siamo riusciti, cioè tutti quelli che avevano competenza, a uscire strutturalmente dall'emergenza. E ancora oggi siamo lontani dal risolverla continuando a portare l'immondizia fuori dalla regione. Ora sono un semplice cittadino, domandatelo a qualche altro. Io volevo togliere i rifiuti dalle strade, questo volevo fare, altro che vantaggi. Ora altri facciano il loro esame di coscienza perché la questione si risolve solo con gli impianti».
Per molti la presentazione del suo libro, Le Dolomiti di Napoli, è stata un avvio di campagna elettorale. Ora con l'assoluzione si dirà che è già in corsa per lo scranno di Napoli. «Questa sentenza, come il libro, è importante per me dal punto di vista umano, del mio rapporto sentimentale con la città. Niente di più. Se si vuole tendere a dare una inter pretazione politica di ciò che mi succede non dipende da me, ma dalla crisi di Napoli. Perché dopo appena due anni e mezzo non dovrebbe neanche porsi il problema della scadenza. Io il sindaco l'ho fatto già, ho detto di essere pronto a dare una mano al Pd, ma se non lo chiedono non fa niente. Però parlo, scrivo, rifletto e cercherò di dare un minimo di contributo sul passato ma soprattutto sul futuro della città».
Dopo anni di isolamento prova rancore verso qualcuno? «Rancore no, non c'è nel mio vocabolario. In questi anni mi sono sforzato di togliere il rancore e il risentimento dalla mia vita, che pure sarebbero stati legittimi. Ho fatto un grande sforzo, perciò dico che quelli che leggono il libro con uno sguardo politico non capiscono. Non capiscono neanche che questo cambiamento lo devo ai miei nipoti. Sono piccoli e non si rendono conto del dono che mi hanno fatto: di guardare il mondo coi loro occhi. Sarò loro grato per sempre».
(Smarioadinolfi «Niente rancore« Antonio Bassolino, ex presidente della Regione Campania -tit_org- Intervista a Antonio Bassolino - Bassolino: ho sbagliato in politica, ma sono un uomo onesto - Bassolino: «Ora ricevo sms, ma tanti in questi anni si sono dimostrati ingrati»

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