La sentenza Dall'ex governatore a Vanoli: il fatto non sussiste. Scoppia il caso ecoballe

Rifiuti, assolti in 28 senza prescrizione

Verdetto pieno, non è scattata la prescrizione Tra loro l'ex governatore, vertici Impregilo e funzionari. Lepore: ma l'inchiesta è servita
5 novembre 2013 - Titti Beneduce
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Tutti assolti perché il fatto non sussiste i 28 imputati del processo sui presunti illeciti nella gestione del dclo dei rifiuti. Con una decisione non scontata, la V sezione del Tribunale ha accolto ieri la tesi del collegio difensivo e respinto le richieste del pm, che aveva chiesto la dichiarazione di prescrizione di quasi tutti i reati e la condanna per quattro imputati. Ð collegio ha anche disposto il dissequestro dei siti, tra cui quello che ospita le cosiddette ecoballe, e la loro restituzione alle province di competenza.
NAPOLI — Quattordici righe di dispositivo che mettono fine a cinque anni e mezzo di dibattimento, decine di udienze e infinite polemiche: tutti assolti perché il fatto non sussiste i 28 imputati del processo sui presunti illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti, noto come «processo Bassolino». Con una decisione non scontata, la V sezione del Tribunale ha accolto ieri la tesi del collegio difensivo e respinto le richieste del pm Paolo Sirleo, che aveva chiesto la dichiarazione di prescrizione di quasi tutti i reati e la condanna per quattro imputati: Pierluigi Romiti, ex manager del gruppo Impregilo, Armando Cattaneo, ex amministratore delegato di nbe, società del gruppo Impregilo, Angelo Pelliccia, ex direttore generale di nbe, e Raffaele Vanoli, ex subcommissario all'emergenza rifiuti. Il collegio (presidente Maria Adele Scaramella, giudici Antonia Napolitano Tafuri e Giuseppe Sassone) ha anche disposto il dissequestro dei siti, tra cui quello che ospita le cosiddette ecoballe, e la loro restituzione alle province di competenza. Al centro del processo, il contratto stipulato con l'associazione di imprese costituita da cinque società del gruppo Impregilo. Appalto poi risolto per legge il 30 novembre 2005 e, secondo l'accusa, «sistematicamente» violato perché conferito a condizioni che sin dal principio — a giudizio degli inqui renti — non sarebbe stato possibile rispettare. Nel corso delle indagini era anche stato disposto il sequestro di una ingentissima somma di denaro all'Impregilo, decisione poi revocata in seguito all'intervento della Cassazione e del Riesame. Agli imputati erano contestati a vario tìtolo i reati di frode in pubbliche forniture, truffa e falso; numerosi i capi di imputazione già prescritti, dal momento che i fatti ipotizzati dall'accusa risalivano al periodo tra il 2000 e il 2005. Si conclude così una vicenda giudiziaria avviata ben died anni fa e segnata nella sua fase iniziale da ostacoli e ritardi che la trasformarono in una specie di via crucis giudiziaria: le indagini furono chiuse nel settembre 2006; il rinvio a giudizio fu chiesto nel luglio dell'anno successivo; il fascicolo fu affidato a un gip che nel frattempo aveva chiesto il trasferimento; il suo successore era m congedo; il rinvio a giudizio arrivò nel febbraio del 2008; la prima udienza si celebrò in maggio; alla seconda udienza cambiò il collegio, che successivamente cambiò ancora... L'inchiesta determinò anche una clamorosa spaccatura all'interno della Procura, quando i pm titolari del fascicolo, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, decisero di chiedere il rinvio a giudizio per il prefetto Alessandro Pansa, oggi capo della polizia: il procuratore, Giovandomenico Lepore, si oppose e stralciò la posizione del prefetto, che finì poi con l'essere archiviata. Oggi che il processo si è concluso con 28 assoluzioni, Lepore difende l'inchiesta: «Non è stata fatica sprecata. D lavoro dei due pm ha messo in luce una serie di problemi che sono stati in qualche modo affrontati anche in via legislativa- È stato scoperchiato un calderone dal quale è uscito di tutto: l'inchiesta ha dato il via ad altri procedimenti giudiziari importanti e tuttora in corso, a dimostrare quante mani vengono messe sui rifiuti. Forse, senza i riflettori che l'inchiesta ha acceso, non sarebbe stato costruito il termovalorizzatore di Acerra, che sta contribuendo a risolvere l'emergenza».

I nomi

Romiti Piergiorgio, Acampora Salvatore, Angelino Elpidio, Arazzini Settimio Giancarlo, Asprone Sergio, Astronomo Silvio, Bassolino Antonio, Cattaneo Armando, De Biasio Claudio, De Laurentiis Giovanni, Di Giacomo Alessandro, Facchi Giulio, Ferraris Roberto, FimianI Vito, Garbarino Gabriella, Gambata Roberto, Mogavero Bruno, Monaco Orazio, Moschella Pasquale, Pelliccia Angelo, Pisapia Umberto, Pompili Antonio, Rallo Filippo, Romiti Paolo, Ruggiero Domenico, Urciuoli Vincenzo, Vanoli Raffaele

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