«Il decreto è solo l`inizio»

Intervista. Il ministro dell’Ambiente Orlando: rivedere la prescrizione per i reati ambientali
3 novembre 2013 - Francesca Pilla
Fonte: Il Manifesto

ndrea Orlando appena inse­diato si è tro­vato a gestire due grandi bombe eco­lo­gi­che : l’Ilva di Taranto e l’avvelenamento dei ter­ri­tori in pro­vin­cia di Napoli e Caserta. Cen­ti­naia di morti per tumore, 6mila roghi di rifiuti tos­sici solo l’anno scorso e la sol­le­va­zione delle popo­la­zioni ormai allo stremo. Ma prima di ini­ziare a par­larne il mini­stro dell’ambiente ci tiene a dare una noti­zia: «Nelle pros­sime set­ti­mane andrò a costi­tuire un pool di esperti con Cnr, Enea e Ispra per moni­to­rare e capire come ope­rare in Cam­pa­nia. Non escludo che nella squa­dra pos­sano essere chia­mati alcuni espo­nenti delle associazioni».

Mini­stro a breve verrà anche pre­sen­tato un decreto legge che solo per la Cam­pa­nia ina­spri­sce le pene e pre­vede la galera per chi traf­fica in rifiuti spe­ciali e li incen­dia. Secondo i comi­tati però si dovrebbe inter­ve­nire sui man­danti.
Fatto salvo che a giorni si avranno degli ottimi risul­tati sul piano inve­sti­ga­tivo, in que­sta prima fase di lotta con­tro le orga­niz­za­zioni che con­trol­lano il feno­meno era fon­da­men­tale avere stru­menti più effi­caci. Non ho una vena for­ca­iola, ma non se ne poteva fare a meno. Se infatti in un’altra parte d’Italia può essere con­si­de­rato pec­cato veniale sver­sare rifiuti senza con­trollo in una situa­zione di cri­ti­cità ambien­tale come que­sta deve essere con­si­de­rato un cri­mine. E’ chiaro che non ritengo esau­stivo que­sto prov­ve­di­mento, hanno ragioni i comi­tati, ma si tratta di un primo passo.

Un decreto-tampone?
In que­sto momento c’è la neces­sità di far leva sull’aspetto emer­gen­ziale. Ci sono due tipi di inter­venti legi­sla­tivi che abbiamo in can­tiere, il primo riguarda la modi­fica della parte nor­ma­tiva rispetto ai reati ambien­tali, un vec­chio obiet­tivo pro­po­sto anche dal goveno Prodi, che mira anche a supe­rare i tempi di pre­scri­zione. L’altro è que­sto decreto che con­sente di inter­ve­nire in una con­di­zione di crisi. Aumen­tare le pene, signi­fica per esem­pio, dare la pos­si­bi­lità agli inqui­renti di usare le inter­cet­ta­zioni per pre­ve­nire e per avere un qua­dro delle reti cri­mi­nali che ope­rano in Campania

Come mai si è arri­vati a que­sto punto? Le dichia­ra­zioni del pen­tito Car­mine Schia­vone sono del 1997, i governi che si sono suc­ce­duti non pote­vano non sapere. 
E’ stata una man­canza dello stato. Credo che si sia trat­tato di un vuoto demo­cra­tico su cui biso­gna riflet­tere. La magi­stra­tura ha ana­liz­zato i rac­conti di Schia­vone, alcune cose erano vere altre false, poi la mano sini­stra non è stata con­se­guente alla destra. La rispo­sta ammi­ni­stra­tiva non c’è stata, e se dob­biamo dirla tutta stenta ancora ad esserci. Così que­sti ter­ri­tori sono diven­tati terra di nes­suno appal­ta­bile non solo dalla camorra, ma un luogo dove tutte le ille­ga­lità sono pos­si­bili, per que­sto biso­gna inver­tire la mar­cia drasticamente.

Però lei è d’accordo sulla costru­zione di un ince­ne­ri­tore prima di far par­tire le boni­fi­che?
In verità la boni­fica è già stata avviata. C’è un com­mis­sa­rio e sono stati impie­gate diverse risorse. Non è un pro­blema di inve­sti­menti da parte dello stato, ma di pro­gram­ma­zione e map­pa­tura. Nel 2014 pre­ve­diamo anche l’impiego di un nuovo ciclo di fondi strut­tu­rali. Quella della Cam­pa­nia è un’emergenza vera. Quanto al ter­mo­va­lo­riz­za­tore nello stesso movi­mento coa­bi­tano posi­zioni arti­co­late. Sono dispo­sto a pren­dere in esame tutte le alter­na­tive alla ter­mo­di­stru­zione, ma devono essere cer­ti­fi­cate scien­ti­fi­ca­mente. Per esem­pio per le eco­balle di Giu­gliano stiamo veri­fi­cando diverse le strade, anche se dob­biamo essere celeri e in regola con le pro­ce­dure Ue

Liqui­de­rebbe anche lei l’insorgere espo­nen­ziale delle neo­pla­sie nella Terra dei fuo­chi dando la colpa allo stile di vita dei cam­pani, come pare la pensi il mini­stro della sanità, Betrice Loren­zin? 
Non si tratta di pro­dursi in affer­ma­zioni estem­po­ra­nee. Da pro­fano dico che con que­sto tipo di atti­vità inqui­nanti mi stu­pi­rei del con­tra­rio, cioè che non aves­sero pro­dotto effetti sulla salute dell’uomo. Ma biso­gna stare attenti, si tratta di que­stioni deli­cate che vanno pro­vate con uno scree­ning per capire come e in che misura l’inquinamento incide sull’insorgere dei tumori. Il governo ci sta lavo­rando in com­mis­sione sanità.

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