Dopo il corteo di sabato i cittadini non abbassano la guardia. Se dalle istituzioni non ci saranno reazioni si tornerà in piazza

Terra dei Fuochi, un mese per le risposte

Pressione su Europa e governo dalle amministrazioni per i fondi per le bonifiche
28 ottobre 2013 - Giuseppe Palmieri
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - Il giorno dopo la maxi manifestazione sulla Terra dei Fuochi è tempo di bilanci, di reazioni, di attesa di risposte che dalle istituzioni nazionali ed europee tardano ad arrivare da anni, troppi. C'è un accenno di polemica sulle cifre della manifestazione, tra un minimo di 20mila ed un massimo di lOOmila presenze, ma non è importante. La gente è scesa in piazza ed è pronta a tornarci se non sarà chiarito in che modo si vorrà affrontare il problema delle bonifiche, in che modo verrà gestito il futuro della raccolta rifiuti e quali sono le soluzioni previste per restituire dignità alla terra campana dopo decenni di stupri. La prossima manifestazione si potrebbe tenere già tra un mese. Per i cittadini, quindi, ci sono 30 giorni di tempo per le istituzioni per dare risposte, dopo i troppi ritardi accumulati negli anni. "Se non arriveranno risposte immediate contro i roghi tossici e quanti smaltiscono illegalmente ogni sorta di rifiuti speciali. Visto che in meno di 15 giorni abbiamo portato lOOmila persone in piazza. Entro il prossimo mese ne porteremo un milione. Questa storia deve finire. Questo è l'inizio della fine", fanno sapere dai comitati e dai gruppi che si stanno battendo sulla vicenda della Terra dei Fuochi. Il fatto che nel sabato delle manifestazioni ci siano stati diversi cortei in Campania, con manifestazioni nell'agro caleño e per le strade del comune casertano di Macerata Campania. non ha spaccato il movimento che ha tante anime, ma che mirano allo stesso obiettivo: quello di ottenere risposte dalla politica e dalle istituzioni per restituire alla vita la malata terra campana. I prossimi appuntamenti di mobilitazione a difesa del territorio sono in programma sabato 9 novembre a Casería ed il 16 novembre ancora a Napoli. Si procede, quindi, con le manifestazioni, con ipotesi di boicottaggio, con marce pacifiche per il territorio per ribadire che la Campania vuole continuare a vivere senza avvelenarsi ogni giorno di più. Il caso verrà rianalizzato nuovamente in Regione nei prossimi giorni e, forse, anche in Parlamento. I frazionamenti tra i movimenti che conducono questa battaglia sono stati smentiti in maniera energica da Antonio Marfella, da don Maurizio Patriciello e da coloro che si sono mossi, medici e cittadini, per questa vicenda. Le polemiche non sono mancate intorno alla manifestazione di sabato nel cuore del capoluogo partenopeo, ma non si discute sul fatto che la gente si è mossa ed è scesa in strada. Ora ci si attende una reazione forte da parte dell'Unione Europea e del governo nazionale, oltre che della Regione Campania. Altrimenti chissà che in piazza non ci vadano davvero un milione di cittadini.

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