Velardi: «La politica non ha avuto coraggio»

«Comitati divisi e senza guida la politica non ha avuto coraggio»

Velardi: più condivisione o sarà frattura tra Napoli e la provincia
Don Patriciello I leaderismi accentuati portano a spaccature Lui ha sbagliato a esacerbare gli animi
Le malattie Studi contraddittori: serve un ente terzo che dica con certezza come stanno le cose
Le soluzioni Roghi diminuiti con le ronde comunali. La partecipazione attiva utile più dei cortei
Le istituzioni Hanno fallito tutti Bassolino per primo in Campania non c'è classe dirigente adeguata
Il termovalorizzatore Bisognerebbe far capire che è ancora necessario ma anche garantire rifiuti bruciati a norma
27 ottobre 2013 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

«Per prima cosa ha fallito la politica, che non ha avuto coraggio», premette Claudio Velardi, ex assessore, politico di lungo corso e comunicatore che, sulla Terra dei Fuochi, sottolinea i limiti dei movimenti. «Quando nascono le divisioni», aggiunge.
Manifestazione sulla Terra dei Fuochi ma il fronte del movimento si spacca. «Io in maniera un po' ruvida, nella polemica con don Patriciello, ho segnalato un problema tipico dei movimenti».
Ovvero? «Allo stato nascente, ileaderismi così accentuati portano, alla lunga, divisioni e conflitti interni che non servono. Serve condivisione invece e impegno di tutti e non a chi la spara più forte. Guardi, la mia unica critica a don Patriciello, che so aver disertato la manifestazione di Napoli, era per una frase. Solo per una frase. Io credo che un leader di una protesta, di un movimento, perché tale è diventato il sacerdote, non lo possa fare: non occorre esacerbare gli animi ma anzi occorre portare il movimento ad un approdo giusto. Detto questo è normale che iniziano ad esserci divisioni ad un certo punto, è un fenomeno tipico dei movimenti che hanno superato una certa fase embrionale. E le dico: mi dispiace aver ragione ma me l'aspettavo».
Rimane però il problema: la Terra dei fuochi, l'aumento di malattie. «Non c'è alcun dubbio. Credo occorra dare una virata e per prima cosa le istituzioni si devono impegnare per capire come stanno davvero le cose».
A cosa si riferisce? «Anzitutto all'incremento di malattie. Sinora non vi sono studi univoci, e sono anche alcuni medici a sostenerlo, e soprattutto sono ancora parziali. Sia chiaro, non sminuisco il problema, ma credo occorra che, finalmente, un istituto terzo spieghi la situazione. Perché al momento ci sono centinaia di ricerche ma spesso contraddittorie tra loro. Le faccio un esempio...».
Prego. «In Basilicata è scoppiata una guerra tra ambientalisti e Eni su alcune emissioni legate alle trivellazioni. Pericolose per i primi, innocue per l'ente idrocarburi. Io ho detto: deve intervenire il Cnr nazionale, un ente terzo, per fugare qualsiasi dubbio con dati veri e inoppugnabili».
Torniamo alla Terra dei fuochi: ma le pare possibile che ogni sera, da anni, si appicchino decine di roghi e non si riesca a stoppare il fenomeno? «No. Io so che il sindaco di Frattaminore ha organizzato delle ronde e il fenomeno sembra diminuito. Io credo che, a volte, occorrano meno cortei e più partecipazione attiva in questo senso altrimenti non bastano tutti i carabinieri e i poliziotti a presidiare il territorio. Prenda l'asse mediano dove ai lati i rifiuti si accumulano senza che nessuno intervenga».
E magari mai qualcuno che abbia segnalato un numero di targa di chi scarica. «Appunto».
Quindi? «Serve condivisione altrimenti si crea anche una pericolosissima frattura tra Napoli e il resto della provincia che si sente abbandonata». La politica ha fallito? «Tutta, è indiscutibile: cominciare da quella locale, quella regionale a partire da Bassolino».
E adesso? «Ora in questa condizioni le istituzioni devono fare il loro dovere. A cominciare dal far elaborare dati certi e limitare i roghi».
Ma non le sembra strano che manciù una rappresentanza politica di questi problemi? Magari una classe politica, anche locale, che prenda a cuore il problema e riesca a costruire consenso? Manca la leadership? «Ormai non ne sono capaci e un politico coraggioso non lo trovi più. Perché dovrebbe fare questa giusta battaglia ma anche avere il coraggio di dire che serve un termovalorizzatore e contemporaneamente rassicurare che lì dentro si bruceranno solo rifiuti a norma. Ma politici di questa fatta, non ne vedo. In Italia, figuriamoci in Campania; ci sono rimasti solo i politici mediocri».

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