Marfella: non siamo stati interpellati, così va proprio male. Al corteo non ci sarà neppure il parroco di Caivano

Terra dei fuochi, oggi marcia a Napoli Si spacca il movimento ambientalista

Corteo e sit-in organizzato a Napoli in piazza Dante
Marfella: «Non siamo stati invitati, ma va bene così»
26 ottobre 2013 - A.A.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Oggi pomeriggio la lunga marcia della Terra dei fuochi giunge a Napoli, con il corteo che partirà da piazza Dante per arrivare a Santa Lucia. Ma è polemica sul web. Don Patriciello e il tossicologo Marfella non parteciperanno: «Non conosciamo i veri scopi di questa manifestazione», ha commentato quest'ultimo
NAPOLI — Dalla Terra dei fuochi a quella delle polemiche roventi. La manifestazione di oggi a Napoli non vedrà la partecipazione di don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano diventato riferimento delle battaglie per le bonifiche delle aree inquinate, e di Antonio Martella , il tossicologo dell'Istituto Pascale, da tempo promotore di denunce e schierato a difesa delle iniziative di salvaguardia ambientale. «Io non ne so nulla — confessa Martella — Angelo Ferrillo, l'organizzatore della manifestazione di oggi pomeriggio a Napoli, non mi ha interpellato, come del resto fa di solito. Ma io sono solo uno dei tre milioni di campani che si è svegliato forse in anticipo sui tempi e ha iniziato a denunciare gli scempi commessi sul territorio. Detto questo, ognuno faccia ciò che vuole, l'importante è tenere la guardia alta. Io e don Maurizio, però, pensiamo che gli scopi delle battaglie a difesa dell'ambiente debbano essere chiari a tutti e, per questo, d guardiamo le spalle a vicenda. Noi vogliamo scuotere le istituzioni sui temi ambientali, non conquistarle. Ma il fatto che io e don Patriciello non parteciperemo al corteo di Napoli non significa a tutti i costi che siamo contro». Ferrillo, principale promotore della marcia di oggi a Napoli e autore del blog laterradeiluochut, ha invece affermato sui social network che «don Patriciello e Martella sono stati invitati», ritenendosi deluso dalla assenza dei due.
Inoltre, ha contestato il sito web Retenews24.it (che aveva titolato «La Terra dei Fuochi è mia, è guerra tra movimenti: Ferrillo contro Patriciello e Martella»). Un altro fronte polemico è stato aperto dagli organizzatori del corteo che attraverserà oggi pomeriggio le strade del centro del capoluogo con la Tgr Campania e gli uffici della commissione vigilanza sulla Rai per il poco spazio — denuncia no — dedicato all'iniziativa.
Insomma, il rischio è quello solito che affiora in queste circostanze: che fenomeni così diffusi grazie all'ipersensibilità popolare sprigionatasi dal pericolo di inquinamento e dalle conseguenze della contaminazione ambientale di alcuni territori possano diventare oggetto di strumentalizzazione politica o di parte. Anche se, a dire il vero, tutti i cortei di protesta fin qui organizzati (da Giugliano a Casal di Principe, da Orta di Atella a Caivano, da Macerata Campania a Marcianise) hanno riscosso un notevole successo di adesioni spontanee proprio grazie al fatto che sono state vietate bandiere e striscioni di partito. E lo stesso severo divieto è stato imposto per la manifestazione di oggi pomeriggio a Napoli. Gli organizzatori, infatti, hanno continuato ad annunciare adesioni alla «mobilitazione generale» ed è stato confermato che chi scenderà in piazza dovrà farlo «senza colori politici ne bandiere». L'appuntamento è alle 16 in piazza Dante per ribadire un «desiderio di svolta» che «non è semplice ma nemmeno impossibile». Insomma, «sarà una mobilitazione trasversale - si legge ancora un una nota - e la nostra forza non è la violenza ma la condivisione trasversale del nostro obiettivo». Ð corteo partirà da piazza Dante e percorrerà via Toledo, piazza Vu Settembre, piazza Carità, il tratto di via Toledo dell'area pedonale compreso tra via Diaz e piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito, per proseguire poi in via Cesarie Console, via Santa Lucia fino al palazzo della Regione. Intanto, c'è chi intravede spaccature e conflittualità inteme al cosiddetto movimento popolare anche nella marcia contro il biocidio che si sta organizzando a napoli per il prossimo 16 novembre, quando da piazza Borsa partirà un nuovo corteo per dire «no ai roghi e agli sversamenti di rifiuti tossici; sì alle bonifiche ma solo dopo il blocco degli sversamenti; no agli inceneritori e al piano di gestione dei rifiuti della Regione Campania e sì all'individuazione dei suoli contaminati».
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