La denuncia del sacerdote Sospetti sulla discarica di Boscofangone

Don Manganiello: «Nel Nolano rifiuti tossici dall`Europa dell`Est»

Terreni contaminati nelle aree vicine ad alcuni centri commercali, testimoni hanno visto i camion scaricare
23 ottobre 2013 - Elena Scarici
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — La Chiesa scende di nuovo in campo contro lo sversamento illegale di rifiuti tossici. Dopo il vasto movimento promosso da don Patriciello ora è don Aniello Manganiello, sacerdote impegnato da tempo sul fronte della legalità, a lanciare l'allarme. Ð sacerdote avverte: «Ci sono terreni contaminati anche nell'agro nolano, in particolare nei territori vicini ad alcuni centri commerciali. Per questo abbiamo avviato una raccolta di firme in tutti i comuni della zona per sollecitare l'intervento delle autorità competenti sull'emergenza rifiuti tossici». D sacerdote fa riferimento in particolare ad un'area denominata Boscofangone dove ci sono testimoni che avrebbero visto sversare rifiuti tossici e sotterrare bidoni killer.
«Camion provenienti anche dall'Est europeo e dall'Inghilterra hanno depositato qui tonnellate di rifiuti. La zona ora è ricca di capannoni industriali e — prosegue don Aniello — sotto ci sono rifiuti altamente pericolosi». La raccolta di firme è già comincia ta domenica scorsa con grande successo ed ha riguardato i comuni di Camposano (paese natale di Don Aniello) Striano, Saviano, Cimitile e Fabiano (frazione di Camposano). «Abbiamo visto soprattutto giovani — ha aggiunto Manganiello — mi aspettavo più famiglie e qualche prete in più, eravamo solo in tré. Comunque la gente è pronta a testimoniare ciò che ha visto». L'obiettivo della petizione promossa da don Aniello è quello di coinvolgere tutta la popolazione, le istituzioni italiane ed europee chiedendo una partecipazione attiva sul territorio e l'adesione a specifiche richieste. Che — tiene a precisare — non sono di altissimo costo. «Per il momento non chiediamo bonifiche ma interventi di analisi. In particolare: la mappatura dei siti contaminati e la pubblicazione dell'esito delle indagini; le analisi di alcuni pozzi le cui acque sono utilizzate per irrigare i campi; un'indagine epidemiológica della popolazione e la pubblicazione della stessa». Nel manifesto stilato da Manganiello insieme ai componenti dell'associazio ne «Ultimi» da lui fondata, si chiede anche: sostituzione delle colture food dei terreni inquinati con piantagioni no-food (come aree boschive), per un tempo non inferiore ai venti anni; monitoraggio sui siti coinvolti negli sversamenti di rifiuti tossici e controllo dei traffici illegali di camion. «In questo caso precisa don Aniello - vorremmo che fosse l'esercito ad eseguire i controlli». Tra le altre richieste del comitato l'inserimento del reato ambientale nel codice penale con conseguente inasprimento delle misure carcerarie e delle pene pecuniarie e la proposta di reperire risorse attraverso i beni confiscati alla camorra e i proventi delle multe per crimini ambientali. «Per capire l'entità e la gravita dell'avvelenamento dell'aria che respiriamo, delle ad commerciali, i scaricare terre e delle acque campane, c'è bisogno di trasparenza, verità e divulgazione di datì certi — prosegue il sacerdote — attraverso l'allestimento di banchetti nelle piazze dei comuni coinvolti, intendiamo raccogliere quante più firme è possibile, al fine di dimostrare quanto sia condivisa e urgente la necessità di affrontare il dramma degli sversamenti e dei roghi tossici». Le firme raccolte, allegate al documento con le specifiche richieste, saranno poi portate all'attenzione del prefetto di Napoli, al Parlamento italia no e al Parlamento europeo, previa richiesta di un'interrogazione parlamentare.
«Non ci si può più accontentare di sopravvivere, mentre in costante aumento è il numero di persone affette da tumori, leucemie, asma e rare forme allergiche. Siamo tutti chiamati ad una grande responsabilità: scendere in campo per il diritto alla vita», conclude don Manganiello.

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