Mobilitazione del governo e ipotesi di una legge speciale per la bonifica della Terra dei fuochi

Si fermano tre stir, i rifiuti si accumulano

Lo sciopero per gli stipendi mancanti causa nuovi disagi Sciopero per gli stipendi. Terra dei fuochi, interviene il governo
17 ottobre 2013 - Conchita Sannino
Fonte: Repubblica Napoli

PARADOSSO rifiuti. Mobilitazione del governo e legge speciale, almeno aparóle, perla Terradei fuochi. Mentre sull'immondizia da smaltire qui e ora, brilla la filiera dei "vuoti". Da oggi si profilano nuovi giorni di stop e disagi. Si fermano infatti gli stir di Giugliano, Tufino e Caivano per uno sciopero. Motivo: i soldi per gli stipendi scarseggiano, per le morosità dei Comuni. SEGUE A PAGINA III Si fermano tré stirÄ rifiuti si accumulane Sciopero per gli stipendi. Terra dei fuochi, interviene il governo (segue dalla prima di cronaca) CONCHITA SANNim LO SCIOPERO durerà tutto U giorno. Impianti chiusi a Tufino, Giugliano e Caivano fino a domattina, con lo smaltimento fermoaldisottodel40per cento sull'intero territorio, per uno sciopero indetto dai sindacati. Già si prevedono cumuli nelle solite aree di periferia. Ma, dopo, l'agitazione non rientrerà. «Temo sia l'inizio di una lunga battaglia, i soldi sono finiti e lo dico da mesi: se non fosse stato per i 19 milioni versati dalla Provincia, non avremmo potuto pagare gli stipendi di settembre e ottobre. Basta un solo decreto ingiuntivo dei creditori e il sistema salta. Abbiamo un'esposizione debitoria paurosa: oltre 70 milioni. Non so per quanto tempo riusciremo ad assicurare i servizi». A lanciare l'allarme è l'avvocato Enrico Angelone, l'amministratore di Sapna, la società provinciale rimasta con pochi spiccioli in cassa, soprattutto per le morosità dei Comuni, acominciare da Palazzo San Giacomo. L'agitazione dei dipendenti degli Stir — quelli di Giugliano e Tufino sono gestiti dalla stessa Sapna con 160 lavoratori — è legata proprio alla precarietà dell'intero sistema. La società doveva chiudere i battenti già in estate, e da dicembre scatterà probabilmente una nuova proroga. Ma, si chiede Angelone, «con quali soldi andremo avanti? Ho già affidato l'allarme al prefetto e ho constatato il suo impegno, ma i Comuni che ci devono decine di milioni non rispondono. Lo stesso de Magistris si impegnò in prefettura a sanare una parte del loro debito, che ammonta a 33 milioni. Ma finora, non un euro». Spicca poi un'altra defezione: quella della Regione. La legge elaborata aSantaLucianon prevede autentica copertura finanziaria. Angelone scuote la testa: «Abbiamo un vuoto, nessuno sa dirci allo stato cosa avverrà e come si garantiscono i servizi. Certo, non gratis». In assenza di certezze sullo smaltimento ordinario, cresce l'attivismo sul fronte politico e mediático della Terra dei fuochi. L'emergenza dell'inquinamento sommerso e ancoratutto da decifrare, mobilita ora — tardivamente — il governo. Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando chiede che sia il vicepremier e ministro dell'Interno AngelinoAlfano, a convocare al più presto il Comitato di ordine e sicurezza pubblica (Cosp): c'è l'ipotesi di un appuntamento a Casería, dove è comunque prevista una visita di Alfano il 22 ottobre. Intanto sale il consenso intomo all'idea di una normativa speciale per le bonifiche: già lanciata dal governatore Caldoro, oggi sposata dall'ex ministro Mará Carfagna che propone un disegno di legge ad hoc, un "Piano Marshall" delle bonifiche. Il disegno di legge — che pure rischia di attrarre appetiti e interessi di dubbia provenienza come già avvenuto in passato per gli impianti voluti dal governo — punta a risanare la zona "rossa" compresa tra Napoli e Caserta e si poggia su alcuni punti principali: un fondo speciale per le bonifiche da rifornire con i proventi dei beni confiscati alle mafie; una task-force giudiziaria einvestigativaperevitare infiltrazioni; e uno studio sanitario. Per «unmaggior controllo del territorio» Orlando ha predisposto che «uno specifico gruppo dei carabinieri del Noe coordini l'attività dell'Arma sul territorio», oltre ad aver incaricato l'Ispra di eseguire controlli sulle aree citate dal boss Cannine Schiavone, oggi pentito (che tuttavia parla in maniera superficiale di vicende risalenti a 25 anni fa). Resta l'apertura del ministro Orlando a trovare delle «strade alternative» al termovalorizzatore di Giugliano, che dovrebbe "bruciare" 6 milioni di ecoballe. Tra le ipotesi al vaglio, anche quella avanzata da Asia di trasformare quelle balle in combustibile dopo aver effettuato un intervento — relativamente breve e strutturale — sugli impianti Stir.

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