Niente stipendi, scatta lo stop agli impianti

Sciopero dei dipendenti della Sapna. La Provincia: buste paga disponibili la prossima settimana
17 ottobre 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Niente stipendi per il personale della Sapna e scatta la protesta. Cgil-Cisl-Uil e Fiadel, le organizzazzazioni firmatarie del contratto, oggi fermeranno tutti gli impianti gestiti dalla società provinciale, a partire dagli stir di Giugliano e Tufino. Inevitabili le ricadute sul servizio. Lunedì la Provincia ha detto sì al trasferimento dei 19 milioni dovuti alla sua partecipata come conguaglio per il 2012, e assicura che al massimo lunedì prossimo gli stipendi saranno pagati, ma questo non è certo bastato a calmare gli animi: «Già lo scorso mese ci hanno pagato con più di una settimana di ritardo - dice Emiddio Castellano (Cgil)- Abbiamo chiesto con insistenza un incontro con la proprietà che non è mai stato organizzato. Per questo il 23 settembre abbiamo dichiarato lo sciopero che attueremo domani. Ovviamente se fossero arrivati i soldi lo avremmo revocato, ma così non è stato». Sulla stessa linea Fabio Gigli della Uil che spiega: «Pesa anche la situazione di incertezza sul futuro dell'azienda e quindi dei dipendenti». E in realtà la situazione è estremamente precaria. Lo dicono i numeri. La Sapna ha un deficit di 55 milioni che si ridurranno nella prossima settimana a 36 grazie all'arrivo dei fondi dalla Provincia. Ma a sua volta piazza Matteotti deve percepire 228 milioni dai Comuni: doveva avere 395 milioni, ne ha incassati solo 166. Ne mancano quindi 228. Più di 80 dovevano arrivare dalla Tarsu dei cittadi ni del Comune di Napoli. Gli amministratori, a loro volta, girano alla società gli incassi della tassa dei rifiuti (qualunque sia il suo nome), ma se i cittadini non pagano, il cerchio si interrompe e i soldi non arrivano. E mentre fino al 2013 la Provincia è andata avanti anticipando ifondi alla Sapna, dal gennaio di quest'anno iirapporto è diventato diretto tra la società e i Comuni e quindi anche gli acconti sono cessati. E da gennaio la Provincia uscirà definitivamente di scena. Spiega il presidente Antonio Pentangelo: «La situazione della Sapna è complessa: tra due mesi la Provincia perlegge non avrà alcuna competenza sulla gestione dei rifiuti. Quindi è ovvio che, in assenza di norme diverse, la Sapna per quanto riguarda la Provincia dovrà essere liquidata. Se poi passerà ad altri, non sarò io a deciderlo. Lo auspico, ma non lo determino». E il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano sottolinea: «Noi siamo pronti a fare da soli a partire dal gennaio 2014. Per il 2013 il ciclo resta in capo alla Provinica che deve evitare una crisi negli ultimi due mesi dell' anno .Bisogna utilizzare questo tempo per il passaggio di consegna. Intervenga il prefetto per convocare tutte le parti in causa». La Regione ha stabilito che il ciclo sia gestito dagli Ato, ma la legge non è stata ancora approvata dal consiglio regionale. Gli Ato dovrebbero corri spondere ai tenitori delle Province, ma la scelta è già stata contestata dal Co muñe di Napoli. In questa situazione è veramente un azzardo scommettere sul futuro della Sapna. L'amministratore Unico, Enrico Angelone, spiega: «Non posso dare ai lavoratori certezze che non ho neanche io». E non è finita qui: i sindacati sottolineano che la situazione è diventata difficile anche dal punto di vista ambentale. Sostiene Castellano: «Le fosse degli stir, dove i Comuni depositano i rifiuti, sono ormai completamente piene e si sono trasformate in discariche a cielo aperto. Non sono statepagate nemmeno le società che prelevano le balle e la frazione umida e quindi si è rallentato anche lo smaltimento. Ormaileballe sono accatastate ovunque e i lavoratori si muovono con difficoltà all'interno degli impianti»

 

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