Tafferugli, due feriti. Il sindaco: mobilitazione permanente

"No inceneritore", assalto alla Regione i comitati bloccano mezza città per 8 ore

15 ottobre 2013 - Irene De Arcangelis
Fonte: Repubblica Napoli

BLITZ dei comitati, centri sociali e disoccupati all'assessorato regionale all'Ambiente contro i] futuro inceneritore diGiugliano, e l'assalto manda in tiltmezza città per ben otto ore. Nonsolo, l'assedio deimanifestantinegli uffici regionali fa alzare la tensione con le forze dell'ordine; spintoni, tafferugli e alla fine due feriti: un agente e una giornalista. E se per il sindaco Luigi de Magistris contro termovalorizzatori e discariche la «mobilitazione deve essere permanente», per il governatore Stefano Caldoro «non è con le proteste che si risolvono i problemi». Intanto la Regione fa sapere che «non vi è stata alcuna aggiudicazione della gara per l'inceneritore».
LA CITTA' si è appena svegliata quando c'è l'assalto. Il blitz coglie impreparate le due guardie giurate in servizio all'assessorato regionale all'Ambiente in via De Gasperi. Invasione contro il futuro inceneritore di Giugliano. Mezz'ora dopo la città è alla paralisi. Bloccata dall'ingresso alle autostrade fino a piazza Municipio. Non si muove un passo, via Marina è un mega ingorgo nelle due direzioni di marcia, piazza Garibaldi una prigione. Saltano linee degli autobus, gli automobilisti si giocano una giornata di lavoro. Nonsiesce dalla trappola. L'imbuto è li, in via De Gasperi, dove il presidio annunciato contro la realizzazione dell'inceneritore di Giugliano è diventato blocco stradale. Napoli si spezza in due, dall'altra parte c'è una city semi deserta e irraggiungibile. Non è un cortometraggio. Il blocco della strada, la paralisi del traf fico dura ben otto ore, fino alle quattro del pomeriggio quando finalmente viene tolto il blocco stradale. All'interno dell'edificio della Regione, intanto, è il caos.
«E` il momento della mobilitazione permanente, non ci fermiamo. Siamo inprima linea nella battaglia contro inceneritori e discariche», fa sapere il sindaco Luigi de Magistris in tarda mattinata, quando ancora Napoli è in preda al caos. La stessa battaglia che hanno già cominciato a combattere i comitati contro le discariche di Chiaiano e Giugliano e alcuni centri sociali cittadini. Inizio alle ore 7.45 del mattino, quando le guardie giurate non possono fermare il fiume di una cinquantina di persone che invade il palazzo e sale al quinto piano, dove si trovano gli uffici dell'assessore all'Ambiente Giovanni Romano e dove si crede verranno aperte le buste per l'aggiudicazione dell'appalto perl'inceneritore. Toni scherzosi, dapprima, e ironia dei manifestanti: «Chiamate l'esercito, siamo le orde barbariche...». Intanto però scatta l'allarme sotto gli occhi delle telecamere interne ed esterne ali' edificio. Arrivano i poliziotti del commissariato Decumani e di San Ferdinando, scende il reparto mobile daMontediDio. E mentre fuorila strada è già off limits e i primi automobilisti cominciano a imprecare, il faccia a faccia tra manifestanti e polizia si svolge tutto al quinto piano. Parte nell'ufficio di Romano, manifestanti con le mani alzate e agenti che li sospingono gentili ma fermi verso la tromba scale. Poi però aumenta latensione, diventa un corpo a corpo. I poliziotti spingono verso l'esterno gli "invasori", questi ultimi si rifiutano di uscire. Uno di loro si butta per terra, viene sollevato di peso e portato fuori. «Servi, servi dei servi», gridano i nemici del termovalorizzatore, battono le mani contro i muri, uno diloro tira un pugno a un vetro e si ferisce. Si rischia di passare allo scontro fisico. Tafferugli e spintoni, fino a quando infilascendonotutti, prima i manifestanti e poi gli agenti. Secondo atto all'esterno, dove altri manifestanti vogliono entrare. Arrivano i disoccupati che premono per essere impegnati nella raccolta porta a porta. Il reparto mobile blocca l'accesso all'edificio, ma intanto volano le transenne. Un funzionario di polizia viene colpito da un calcio a un ginocchio. Una transenna lanciata per colpire le divise ferisce invece una giornalista di Rainews. Impossibile tentare un nuovo assalto, anche se ai manifestanti si aggiungono al tri giovani dei centri sociali e i Banchi Nuovi. Cosi, tornata la calma, il blocco stradale diventa sit in su via De Gasperi. Che lascia ancora lacittàdivisaindueeiltraffìcoparalizzato. Finisce tutto soltanto alle 4 del pomeriggio. Partono le indagini. Le registrazioni di telecamere dell'assessorato verranno analizzate dalla polizia che poi identificherà e denuncerà i manifestanti per invasione di edificio e interruzione di pubblico servizio.

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